Editoria

17 novembre 2010 | 16:53

GABANELLI,CAUSE PESANO SU NOSTRO LAVORO AL 70%

ANSA/INFORMAZIONE:GABANELLI,CAUSE PESANO SU NOSTRO LAVORO AL 70%
SIDDI, BATTAGLIA CIVILE PER LIBERTA’; FIEG, E’ RATING DEMOCRAZIA
ROMA
(di Titti Santamato) (ANSA) – ROMA, 17 NOV – “Il vero problema della libertà  di stampa è un problema che riguarda il diritto, non il politico di turno. Serve trovare uno strumento giuridico che limiti le cause di risarcimento. Per quel che mi riguarda pesano al 70% sul nostro lavoro”. Questa la testimonianza di Milena Gabanelli al convegno organizzato dalla Federazione nazionale della stampa a Roma, dal titolo ‘Liberta’ d’informazione quanto costa e a chì. Un dibattito al quale, oltre alla conduttrice di Report, programma simbolo del giornalismo ‘piu’ espostò, hanno dato il loro contributo i presidenti della Federazione degli editori e dell’Associazione nazionale magistrati, Carlo Malinconico e Luca Palamara, ma anche Guido Columba, presidente dell’Unione nazionale cronisti e l’avvocato Oreste Flammini Minutolo. A fare gli onori di casa Franco Siddi e Roberto Natale, segretario e presidente Fnsi. “Oramai quando ci arriva una querela io stappo una bottiglia, perché oramai non ci querela più nessuno – ha detto ironicamente la Gabanelli -. Ci sono solo cause civili di risarcimento: si sta a bagnomaria per anni sottraendo tempo al lavoro, al diritto dei cittadini a essere informati e soldi all’azienda. Se sei un piccolo editore non ce la fai. In 13 anni di vita di Report – ha aggiunto – abbiamo accumulato cause civili insostenibili da un punto di vista fisico. E posso dire con certezza cha la maggior parte di queste sono intimidatorie, non hanno fondamento”. La giornalista ha poi spiegato che non chiede “nessuna immunità  ma che, prima di infilarsi in una causa lunga, ci sia un filtro, un magistrato che valuti”, e ha citato il diritto anglosassone dove “le cause pretestuose sono condannate con sanzioni esemplari”. La Gabanelli ha poi portato l’esempio della prossima puntata di Report, che si occuperà  di Finmeccanica: “Tutti i soggetti coinvolti nell’inchiesta sono stati contattati – ha detto – ma ci hanno risposto attraverso i legali che vedranno la trasmissione e poi eventualmente si rivarranno”. “Ogni volta che i centri di potere sono toccati da notizie vere reagiscono con azioni che intimidiscono e puniscono chi si sta occupando di questi fatti e non c’é sempre la forza o la base economica per resistere – ha osservato Siddi -. In questi anni abbiamo subito molti attacchi e proposte di legge portate a estreme conseguenze, fino all’introduzione di bavagli. Occorre pensare a nuove norme, anche rivedere la legge sulla stampa, bisogna riflettere sulla funzione del giornalismo in un paese civile. Dobbiamo essere forti noi, i nostri direttori e i nostri editori”. “Io credo nell’autoregolamentazione dei giornalisti – dice, chiamato in causa, Malinconico della Fieg – perché se non c’é disciplina di autoregolamentazione c’é il rischio che venga posta dall’esterno. La nostra percezione è che la libertà  di stampa ci sia ma c’é anche il timore dell’affermarsi di interventi come la legge sulle intercettazioni: bisogna evitare che l’editore sia chiamato a fare opera di censura preventiva. Valori come la libertà  di stampa sono un rating della democrazia”. “Anch’io credo nell’autoregolamentazione – sottolinea Palamara – e credo anche nella necessità  che ciascuno nei suoi ambiti, giornalista, magistratura, Parlamento, debba assumersi le sue responsabilità . Sulla diffamazione l’Anm può svolgere un ruolo di sensibilizzazione culturale come ha fatto per la legge sulle intercettazioni”. (ANSA).