Editoria

18 novembre 2010 | 10:14

RAI: REFERENDUM USIGRAI ‘SFIDUCIA’ DG; MASI, AL MIO POSTO

ANSA/RAI: REFERENDUM USIGRAI ‘SFIDUCIA’ DG; MASI, AL MIO POSTO
VERNA, SI DIMETTA; DG,NON MI INTIMORISCONO;PDL SOLIDALE CON MASI
ROMA
(di Nicoletta Tamberlich) (ANSA) – ROMA, 17 NOV – I giornalisti Rai ‘sfiduciano’ il direttore generale Mauro Masi. Il referendum promosso dal sindacato interno Usigrai si è concluso con una netta bocciatura del manager di Viale Mazzini: su 1.878 aventi diritto al voto (tutti i dipendenti Rai con contratto giornalistico, compresi quelli che hanno mansioni di telecineoperatore e quelli con incarichi dirigenziali) sono stati 1438 i vopti validamente espressi: 1.314 hanno votato contro il dg, 77 sì, 29 schede bianche e 18 nulle. Un risultato che non preoccupa Masi che a caldo fa sapere: “Essendo una cosa priva di rilevanza formale e sostanziale il voto Usigrai (associato alla consueta compagnia di giro) può essere solo o una manifestazione politica o un tentativo di intimorirmi”. Per Masi, si tratta di “un obiettivo fallito in entrambi i casi. Il primo perché non c’era certo bisogno di questo costoso evento per sapere come è schierata politicamente Usigrai e soprattutto nel secondo caso perché ci vuole ben altro e ben altri personaggi per provare solo ad intimorirmi. Anzi – conclude il dg – tutto ciò non può che far rafforzare il mio impegno per una Rai autenticamente pluralista e con i conti in ordine e ciò anche per tutelare il lavoro e i posti di lavoro dei giornalisti dell’azienda”. Nella scheda ai votanti veniva chiesto: “Alla luce delle politiche aziendali esprimi fiducia al direttore generale Mauro Masi?”. Il 94,45% ha risposto no, il 5,54% sì. Per il segretario dell’Usigrai si tratta di un risultato “storico che va al di là  delle più rosee previsioni: per questo chiediamo le dimissioni di Masi”. I verbali saranno consegnati a tutti gli organismi di garanzia: “Li invieremo – precisa Verna – ai presidenti di Camera e Senato, al presidente della Vigilanza Sergio Zavoli e al presidente Rai Paolo Garimberti, al presidente dell’Agcom Corrado Calabrò. E chiederemo un incontro al ministro Tremonti”. L’Usigrai dedica al vice di Masi, Antonio Marano, “la sfiducia: è stato il suo peggior consigliere”. Verna ricorda come Masi “sia riuscito a mettere in atto una serie di azioni negative. Tra questo il mancato accordo con Sky, che ci fa perdere decine e decine di milioni di euro, un piano industriale che non prende corpo, indefinito nei suoi contorni e che ha prodotto come chiara espressione solo uno sciopero (il 10 dicembre) delle sigle dei lavoratori della Rai, al quale parteciperemo in segno di solidarietà , dato che si intende esternalizzare circa 1300 lavoratori della Rai”. Il segretario dell’Usigrai fa inoltre notare come “gli atteggiamenti assunti dal dg nei confronti degli autori di trasmissioni come Annozero, Report e Vieni via con me si siano tradotti alla fine in una maggiore attenzione del pubblico e quindi alti ascolti”. Il referendum ha scatenato le consuete polemiche nel mondo della politica e del sindacato. La Fnsi ritiene il voto di sfiducia “impressionante” e dice: “la sostanza del risultato fischia nelle orecchie di Masi come un tempo che è scaduto”. Per il portavoce del PdL, Daniele Capezzone, invece, dall’Usigrai “sono venuti i ‘due minuti di odio’ di orwelliana memoria. Ma stavolta è un rito stanco, una caricatura, che non spaventa nessuno”. Carlo Rognoni, responsabile del forum per la Riforma del sistema radiotelevisivo del Pd ironizza:”Grazie a Dio, di Mauro Masi ce n’é uno solo! Da oggi è infatti l’uomo più sfiduciato della storia del servizio pubblico”. Beppe Giulietti di Articolo 21 fa notare che “é la prima volta nella storia dell’azienda che si verifica una cosa del genere. Il referendum rappresenta un atto d’amore verso il servizio pubblico. La sfiducia verso il dg è la dimostrazione di una direzione Rai agonizzante”. Emilio Miceli, segretario generale Slc/Cgil non ha dubbi “l’azienda ha bisogno di una nuova gestione”. (ANSA).
TH/ S0A QBXB