Editoria, Televisione

19 novembre 2010 | 10:30

RAI: AVVENIRE, FATE PARLARE ANCHE CHI DIFENDE LA VITA

RAI: AVVENIRE, FATE PARLARE ANCHE CHI DIFENDE LA VITA
(AGI) – CdV, 19 nov. – “Appello ai media. E soprattutto alla Rai”. Titola cosi’ questa mattina, in prima pagina, il quotidiano della Cei, Avvenire, che torna con l’apertura, l’editoriale e l’intera terza pagina sulla protesta del mondo cattolico perche’ Rai Tre non ha previsto un contraddittorio sul tema del fine vita nel programma “Vieni via con me”, nel quale, scrive, “Fazio e Saviano hanno deciso di riconoscere e far conoscere, a senso unico, le vicende e le battaglie ‘libertarie’ e infine di morte condotte da Englaro e Welby e dalle lobby radunate attorno a loro (guarda caso le stesse dello spot eutanasico che si vorrebbe far dilagare in tv)”. Il popolare conduttore televisivo e lo scrittore anti-camorra, sottolinea Avvenire, “hanno pontificato e lasciato argomentare sulla non dignita’ della condizione di malati e malate”. E il giornale cattolico, chiede di dare loro la parola. “Fateli parlare. Non c’e’ altro che chiediamo e che, adesso, ci aspettiamo: fateli parlare. Fate parlare una buona volta, riconoscete e fate conoscere quelli come Mario Melazzini, un medico malato di Sla che piu’ di chiunque altro puo’ dire che cosa significa combattere il male. Fate parlare uno come Fulvio De Nigris, un uomo che ha sperimentato la fatica di vegliare e accudire un figlio che c’e’ e che sembra non ci sia. Fate parlare una come Maria Pia Bonanate, una donna che vive con l’amore di sempre anche la vita ‘chiusa dentro’ di suo marito e ha visto capovolta la quotidianita’ sua e della sua famiglia”, invoca il direttore Marco Tarquinio. “Lo diciamo – spiega – a ogni network e a ogni emittente di questo nostro Paese, ai colleghi della carta stampata. Ma prima che a ogni altro lo diciamo a coloro che stanno in Rai e costruiscono, dirigono e amministrano la televisione che dovrebbe, ancora e sempre, essere di tutti”. “Se dire Rai – aggiunge Tarquinio – significa davvero dire ‘servizio pubblico’ e non evocare un privato strumento di propaganda di un conduttore di successo e dei suoi selezionatissimi amici e ospiti, fateli parlare, date un segnale: date voce alle voci umiliate e negate, alle altre voci, alle voci di chi vive e lotta e soffre e non molla”. Da parte sua il quotidiano dei vescovi raccoglie oggi proprio le esperienze dei familiari di malati e disabili gravi e le loro opinioni a favore della vita nonostante le sofferenze e i problemi assistenziali (che andrebbero risolti). E in un secondo editoriale, a firma di Assuntina Morresi, commenta il messaggio del Papa sulla giustizia sanitaria e la difesa dei valori etici. (AGI) Siz