Editoria

30 novembre 2010 | 16:42

Rai/ Usigrai: Consiglio Stato boccia selezione giornalisti

Apc-Rai/ Usigrai: Consiglio Stato boccia selezione giornalisti
“Non si torni alla chiamata diretta”

Roma, 30 nov. (Apcom) – L’esecutivo nazionale Usigrai, sindacato dei giornalisti della Rai, rende noto che “un’ordinanza del Consiglio di Stato, ribaltando il precedente verdetto del Tar, rischia di costituire un colpo di freno alle selezioni per giornalisti in Rai”. L’azienda sta valutando il da farsi, dopo che il bando è stato ritenuto dalla seconda istanza amministrativa viziato di irragionevolezza per il “limite di tipo territoriale frapposto alla procedura selettiva”.

Il riferimento è ad un bando di selezione per giornalisti, contestato da più parti perché la Rai aveva escluso i residenti nel Lazio. “Ben venga – si legge nel comunicato sindacale – chiedere alla Rai, come aveva già  fatto l’Usigrai insieme all’Associazione romana della stampa, la rimozione di limiti, ma andrà  al più presto trovata una soluzione che garantisca comunque accessi trasparenti e con selezione. Non può essere l’occasione per tornare alla chiamata diretta. Su questo l’Usigrai non arretra, denunceremo qualunque tentativo in tal senso, se necessario anche in sede giudiziale”.

Apc-Rai/ Usigrai: Consiglio Stato boccia selezione giornalisti -2-
“Azienda operatore di mercato ma trattata come ministero”

Roma, 30 nov. (Apcom) – “In ogni caso – sottolinea l’Usigrai – il servizio pubblico dia una risposta tempestiva per ripartire, anche come segno di rispetto per i circa 1500 giornalisti professionisti, che hanno presentato domanda nonché per le redazioni regionali, che stanno lavorando con buchi in organico”.

“Se è ben accetta – prosegue la nota del sindacato dei giornalisti della tv pubblica – l’imposizione alla Rai di ampliare di fatto il numero dei colleghi ammessi a partecipare, l’intervento del Consiglio di Stato ripropone drammaticamente la questione della natura giuridica di un soggetto, costretto ad operare in concorrenza su un mercato multipiattaforma, ma come scrivono i giudici, tenuto al rispetto dei principi del procedimento amministrativo. Insomma Rai come un ministero”.

“Sa di beffa poi – conclude l’Esecutivo dell’Usigrai – che l’azienda e i suoi dipendenti corrano i rischi propri del soggetto privato e tra questi di attualità  è il progetto-minaccia di esternalizzazione di alcuni asset contro cui sciopereremo insieme ai sindacati dei lavoratori il prossimo 10 dicembre. La contraddizione è forte e se ne deve uscire al più presto”.

Red/Bar

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