Comunicazione

02 dicembre 2010 | 11:34

WIKILEAKS: IL LEGAME BERLUSCONI-PUTIN PER USA E LE RELAZIONI SU ENERGIA

WIKILEAKS: IL LEGAME BERLUSCONI-PUTIN PER USA E LE RELAZIONI SU ENERGIA

(ASCA) – Roma, 2 dic – Lo stretto legame tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin e i reciproci interessi in materia energetica tra Russia e Italia allarmano Washington. E’ quanto emerge dai cablogrammi della diplomazia Usa diffusi da Wikileaks, di cui il Corriere della Sera oggi pubblica ampi stralci. Tra questi, in un documento confidenziale datato 26 gennaio 2009, l’ex ambasciatore americano a Roma Ronald Spogli sottolinea come Berlusconi ammiri lo stile ”macho e autoritario” del leader russo e come le basi della loro amicizia siano ”difficili da determinare”. L’ex ambasciatore Usa riferisce anche che, da tutti i colloqui avuti con fonti italiane (dal ministero degli Esteri al Pdl), è evidente che è solo Berlusconi a decidere sulla politica verso la Russia. In particolare, Spogli dà  credito alle preoccupazioni del suo omologo georgiano, secondo cui il governo Putin avrebbe promesso a Berlusconi una percentuale su ogni gasdotto sviluppato da Gazprom in coordinamento con l’Eni. Nel documento si legge che Berlusconi e i suoi approfittano della relazione per trarne profitti personali: ”I nostri contatti sia nell’opposizione di centro sinistra Pd che nel Pdl di Berlusconi hanno portato a conclusioni nefaste. Essi credono che Berlusconi e i suoi amici intimi si stiano approfittando personalmente e in maniera molto abile di molti degli accordi energetici tra l’Italia e la Russia”. ”Quando solleviamo la questione della Russia con i nostri contatti nel Pdl – scrive Spogli – loro di solito ci fanno il nome di Valentino Valentini, un membro del Parlamento e una specie di figura ombra che lavora come uomo chiave di Berlusconi in Russia, sebbene non abbia neanche una segretaria. Valentini, che parla russo e va in Russia molte volte al mese, appare molto spesso al fianco di Berlusconi quando incontra altri leader mondiali. Non è chiaro cosa faccia a Mosca durante le sue frequenti visite, ma si dice che curi gli interessi commerciali di Berlusconi nel Paese”. ”Nel 2008 – continua Spogli – il ministero degli Affari Esteri ha cercato di produrre una strategia di politica estera per il governo italiano. In un paper intitolato ‘Rapporto 2020′ il ministero degli Affari Esteri sottolineava il bisogno di cercare ‘una relazione privilegiata’ con Mosca per sopperire a una preoccupazione crescente: quella dell’energia. L’Italia non è sicuramente ignara dei pericoli insiti nella sua dipendenza dalla Russia e sta facendo quello che può per evitare di aumentare la quantità  di energia che prende dalla Russia. Non appena tornato al potere, Berlusconi annunciò il ritorno al nucleare. Ma il progetto richiederà  grandi spese, un impegno di lungo termine e la soluzione di alcuni problemi ambientali. La combinazione di simpatia, dipendenza dall’energia, mancanza di influenza istituzionale e la relazione personale tra Putin e Berlusconi forniscono alla Russia un alleato affidabile, disponibile a lavorare all’interno della Ue in favore della Russia”.