Comunicazione

02 dicembre 2010 | 14:56

Tlc: Soru, inspiegabile che noi paghiamo frequenze e tv no

02 Dec 2010 14:41 CEST Tlc: Soru, inspiegabile che noi paghiamo frequenze e tv no
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ROMA (MF-DJ)–”Vorrei capire perche’ le frequenze tv sono gratis, mentre le frequenze di telefonia sono a pagamento. E’ impossibile spiegare oggi perche’ considerare servizio pubblico uno dei 200 canali del digitale terrestre che non vedra’ mai nessuno, e invece non liberare lo spettro e destinare le frequenze per offrire Internet in mobilita’ a banda larga a buon prezzo”.

Lo afferma, nel corso del suo intervento al convegno di Business International, l’amministratore delegato di Tiscali, Renato Soru, criticando la disparita’ di trattamento fra gli operatori televisivi e gli operatori telefonici in materia di frequenze. Per Soru “e’ ora di dare le frequenze o tutte gratis, oppure tutte a pagamento”.

Il riferimento e’ alle prossime assegnazioni di frequenze in Italia. Per i cinque multiplex per la trasmissione in digitale terrestre si procedera’ con un beauty contest, ovvero un meccanismo per assegnazione a costo zero, per le frequenze del dividendo digitale esterno si prevede una gara da cui il Governo auspica di ottenere il massimo possibile degli introiti, al punto da essere uno degli elementi principali di copertura della Legge di Stabilita’ attualmente all’esame del Parlamento.

Sulla stessa linea di Renato Soru e’ la posizione di Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia: “c’e’ chi le frequenze le ha sempre pagate e chi le frequenze le ha sempre avute gratis” afferma il manager, “non capisco perche’ quando si parla di tlc le frequenze si devono pagare e quando si parla di tv le frequenze sono gratuite, in nome di un servizio universale che non ha piu’ ragione di essere. Non credo che se spegniamo le tv locali si crea un particolare sommovimento -prosegue Novari- ma pensate invece cosa puo’ succedere se spegniamo i cellulari”.

Il presidente di Telecom I., Gabriele Galateri di Genola, ha definito “condivisibile” la posizione degli amministratori delegati dei due operatori alternativi.

Il commissario Agcom Stefano Mannoni ha spiegato che, anche per questi motivi, l’asta sul dividendo digitale esterno “e’ l’incombenza piu’ terrificante che ci e’ stata affidata”. Le motivazioni sulla disparita’ di trattamento fra tv e telefonia va ricercata, secondo Mannoni, nel fatto che “in Italia da 30 anni la priorita’ e’ stato il pluralismo televisivo. Si ritiene che, siccome il mercato della tv e’ molto meno remunerativo e redditizio di quello delle tlc, l’unico sistema sia fare entrare nuovi soggetti senza far pagare le frequenze. Va detto, comunque -ha ricordato Mannoni- che in tutti i sistemi europei le frequenze tv vengono date in beauty contest”. Pronta la replica di Renato Soru: “se per 30 anni si e’ fatto cosi’ non significa che non si possa cambiare e guardare non al passato, ma al futuro”. ren carlo.renda@mfdowjones.it

 
 
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December 02, 2010 08:41 ET (13:41 GMT)

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