Televisione

02 dicembre 2010 | 15:04

CALCIO: DIRITTI TV. MACALLI “3% ALLA LEGA PRO O CI FERMEREMO”

CALCIO: DIRITTI TV. MACALLI “3% ALLA LEGA PRO O CI FERMEREMO”

FIRENZE (ITALPRESS) – Il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, ha scritto a tutti i parlamentari della VII commissione Cultura della Camera dei Deputati, a Rocco Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, e a Giancarlo Giorgetti, presidente della V commissione Bilancio della Camera dei Deputati: “Le modifiche al Decreto Melandri – scrive Macalli – sono incentrate sulle problematiche degli impianti sportivi e su una diversa ripartizione della percentuale riservata alle società  professionistiche, in materia di diritti televisivi, ripartizione che verrebbe a penalizzare le 85 società  di Lega Pro. Sul tema degli impianti sportivi concordiamo sulla necessità  di addivenire quanto prima ad una regolarizzazione che faciliti la realizzazione di nuovi impianti sia la ristrutturazione di quelli esistenti. Per quanto riguarda la percentuale dei diritti radiotelevisivi indicati nella originale misura del 10% (6%+4%) ritengo equo indicare la misura della percentuale a favore delle società  di Lega Pro in quella del 3%.  Nella eventualità  che la VII commissione, Cultura, Scienza ed Istruzione, della Camera intendesse procedere alla approvazione delle modifiche già  individuate, rivolgo sommessa istanza affinché vengano stralciate dal provvedimento quelle riferite alle percentuali di riparto dei diritti se non assegnate in misura congrua e nel rispetto delle nostre aspettative.  Circa l’auspicata modifica dell’art.145 comma 13 della Legge 23 dicembre 2000 n.388, sottolineo l’assoluta assenza di qualsivoglia impegno di oneri finanziari che potrebbero derivare dall’approvazione delle modifiche richieste nell’allegato A”.

(ITALPRESS) – (SEGUE).

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“A questo punto – continua Macalli – è bene motivare il perché del nostro totale dissenso alla ripartizione della percentuale dei diritti televisivi. Il calcio italiano è in uno stato di evidente crisi, una delle cause principali è l’incapacità  di fare le riforme necessarie. Il tutto aggravato dalla assurda divisione tra la Lega di serie A e Lega di serie B, intervenuta qualche mese fa e il cui prezzo vorrebbero che fosse pagato da altri, ad iniziare dalla Lega Pro. Seguitare su questa strada vorrebbe dire solo aumentare la crisi. La ripartizione della percentuale dei diritti televisivi non può andare verso la serie A e la serie B. Va aperto un ciclo nuovo, in cui la missione sia quella di usare le risorse per la valorizzazione dei giovani, così come noi stiamo già  facendo. E’ evidente che se la Commissione dovesse non cambiare le percentuali o non stralciasse la parte riguardante i diritti televisivi, la Lega Pro, in accordo con le 85 società , si vedrà  costretta a fermare i campionati, non per un’idea corporativa, ma perché l’Italia sappia che è ora di cambiare il calcio che ha portato ai fallimenti che sono davanti ai nostri occhi ogni giorno. Tra i più solerti notiamo essere il sottosegretario Rocco Crimi, il quale da mesi si era impegnato a riceverci con tutti i Presidenti dei club di Lega Pro e non lo ha fatto. E’ bene che si sappia che la Lega Pro manifesterà  il suo giudizio in ogni sede e luogo”.

(ITALPRESS).

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