Comunicazione

02 dicembre 2010 | 15:18

TLC: OPERATORI; PAGARE FREQUENZE? ALLORA ANCHE LE TV

TLC: OPERATORI; PAGARE FREQUENZE? ALLORA ANCHE LE TV
ROMA
(ANSA) – ROMA, 2 DIC – Gli operatori telefonici a cui sarà  destinata l’asta delle frequenze del dividendo digitale esterno chiedono che a pagare per questo bene siano tutti, quindi anche le tv, o nessuno. E’ la posizione emersa nel corso della tavola rotonda sulle tlc organizzata da Business International. “E’ ora di dare le frequenze o tutte gratis o tutte a pagamento ed è ora di organizzare la convergenza tra la rete mobile e quella fissa” ha dichiarato il numero uno di Tiscali, Renato Soru, che si è chiesto: “Perché le frequenze per le tv sono gratis e quelle per le tlc no? Nessuno me lo spiega”. Tra l’altro, ha sottolineato, la risposta secondo cui la tv è servizio pubblico non è sensata perché, ha osservato, “molte tv non le guarda nessuno”. Tra l’altro, ha spiegato Soru, c’é anche un problema di risorse finanziarie: “Io – ha rilevato – rappresento una società  senza soldi, che però non vuol dire senza opportunità  e senza posti di lavoro”. Difficoltà  a pagare sono state evidenziate anche dall’amministratore delegato di 3 Italia, Vincenzo Novari, che alla domanda se avrebbe i soldi per pagare ha risposto con un laconico “no” ricordando che “per le frequenze c’é chi ha sempre pagato e chi le ha sempre avute gratis: quando si trattà  di tlc si pagano, quando si tratta di tv sono gratuite”. Però, ha osservato, “se spegnessimo 200 tv non ci sarebbero proteste particolari, se spegnessimo i telefonini non so cosa uscirebbe fuori”. Anche per il presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri, la posizione degli operatori “é condivisibile”: “Le frequenze – ha spiegato – sono indispensabili per garantire lo sviluppo: bisogna quindi che l’asta si faccia, ma siamo un’azienda privata ed è ovvio che meno le paghiamo e più soldi abbiamo per fare gli investimenti più rapidamente”. Che l’asta per le frequenze, da cui il Tesoro si attende introiti per 2,4 miliardi di euro, sia un tema molto delicato è stato evidenziato anche dal commissario dell’Autorità  per le Tlc, Stefano Mannoni, che ha definito l’impegno “l’incombenza più terrificante” che è stata assegnata all’organismo regolatore, anche perché, ha sottolineato, “abbiamo 600 tv locali che godono di una protezione feroce” e “il Tesoro vuole fare cassa, e questo è sacrosanto”. Secondo Mannoni, poi, “con l’asta non si deve correre il rischio di riproporre squilibri concorrenziali”.(ANSA).