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06 dicembre 2010 | 16:05

EBOOK: ‘NEGOZIO’ GOOGLE IN STREAMING E ANCHE SU IPAD

>>>ANSA/ EBOOK: ‘NEGOZIO’ GOOGLE IN STREAMING E ANCHE SU IPAD
PIU’ DI 3 MILIONI DI TITOLI, LETTURA SU 80 DISPOSITIVI
ROMA
(di Titti Santamato) (ANSA) – ROMA, 6 DIC – Si chiama Google eBooks e non Edition, i libri sono letti in streaming e si possono comprare non solo sulla piattaforma del colosso del web; si possono leggere su ben 80 dispositivi compreso iPad e iPhone ma non sul Kindle, per un catalogo che al momento comprende più di 3 milioni di titoli: dopo tante indiscrezioni e rumors sulla rete, oggi Google ha ufficialmente lanciato negli Stati Uniti la sua personale interpretazione di negozio di libri elettronici. Big G mette infatti a disposizione un modello di fruizione del libro digitale diversa rispetto a quella offerta dai concorrenti, su tutti Amazon che ha pure il suo lettore – il Kindle, appunto – e che a inizio 2010 deteneva circa il 90% del mercato (é da poco sbarcata anche in Italia). La novità  di Google eBooks è che l’utente non deve acquistare una copia digitale scaricabile del libro, ma una versione che rimane sempre a disposizione nella propria libreria elettronica e può essere letta anche offline. Dunque niente file Pdf o altri formati: per leggere i volumi acquistati dalla piattaforma basterà  essere connessi a internet attraverso un comune browser. Che lascia a Google la libertà  di trasformare ogni libro in un’applicazione web e che consente la portabilità  dei libri acquistati su qualunque dispositivo. Il libro potrà  dunque essere letto dal pc tramite browser, ma anche su iPad e iPhone grazie a delle apps e tutti i dispositivi che girano con Android, il sistema operativo open source acquisito da Google. In tutto ben 80 dispositivi, eccetto il Kindle della diretta concorrente, anche se – dice Gino Mattiuzzo, Strategic Partner Development Manager di Google – “saremmo contenti di lavorare con Amazon, siamo aperti a tutte le collaborazioni”. Oltre alla libertà  di lettura sul dispositivo, che Mattiuzzo definisce “device agnostic”, la libertà  è anche nell’acquisto che potrà  avvenire su Google eBooks (andando sul sito apposito o sulla funzione ‘search’ del motore di ricerca), ma anche su qualunque altra piattaforma con cui Mountain View ha stretto accordi. Al momento sono state raggiunte intese con i più grossi editori Usa e sono disponibili 3 milioni di titoli di pubblico dominio (in cui copyright non c’é più) e 300 mila a pagamento. Prima di acquistarli si può vedere una piccola anteprima. I prezzi dei libri sono decisi dagli editori e c’é una forma di adesione veloce alla piattaforma, anche online, utile sicuramente ai piccoli editori (si sottoscrive in Internet l’accordo e si mettono in libri in vendita sulla piattaforma). Per quanto riguarda la ripartizione dei ricavi, il rapporto é nella misura del 52% all’editore e del 48% a Google nel caso in cui libro è venduto su Google eBooks, mentre nel caso in cui il cliente lo compra da terzi il 45% dei guadagni va all’editore e il restante 55% viene diviso tra il ‘reseller’ (“la parte principale”) e Google. Insomma il nutrito e aperto bookstore di Google eBooks apre nuovi scenari. Intanto è un’evoluzione di Google Books per cui é ancora in corso una controversia giudiziaria che divide il colosso del web da Authors Guild dal 2005, per violazione del copyright. Come ‘Books’, ‘eBooks’ consente la ricerca e la visualizzazione in anteprima limitata dei libri presenti sulla piattaforma, ma in più anche l’acquisto: questo non significa però che tutti i testi presenti nel prima piattaforma saranno trasferiti nella seconda che ospita solo opere di pubblico dominio e opere per le quali gli editori hanno stipulato un accordo con Mountain View, escludendo quindi automaticamente tutte le opere ‘orfane’. Ma Google eBooks è anche sicuramente un colpo ai rivali (Amazon in primis) e in genere ai cosiddetti formati proprietari (anche Apple sta per lanciare l’edicola digitale su iTunes e con iBookstore sta dando l’assalto al mercato e-book). “In Europa e in Italia l’arrivo è previsto nei prossimi mesi – conclude Mattiuzzo – a partire dalla primavera 2011″. (ANSA).