Editoria

09 dicembre 2010 | 13:31

UE: EBAY PUO’ ESSERE RESPONSABILE PER USO ILLECITO MARCHIO

UE: EBAY PUO’ ESSERE RESPONSABILE PER USO ILLECITO MARCHIO
PARERE AVVOCATO CORTE GIUSTIZIA SU PRODOTTI VENDUTI DA SITO WEB
BRUXELLES
(ANSA) – BRUXELLES, 9 DIC – La eBay non è responsabile “in generale” per violazioni di marchio commesse dagli utenti del suo mercato elettronico, ma qualora alla eBay sia stato segnalato l’uso illecito di un marchio e lo stesso utente continui o ripeta tale violazione, la società  di commercio su Internet può esserne ritenuta responsabile. E’ quanto si legge nelle conclusioni generali (non vincolanti, ma molto spesso coincidenti con il pronunciamento) dell’avvocato della Corte Ue di giustizia, Niilo Jà¤à¤skinen, in vista della sentenza su un caso sollevato dalla Oreal che ha accusato la eBay di essere coinvolta in violazioni di marchio commesse da venditori sul suo mercato online. L’Oreal sostiene che, acquistando parole chiave corrispondenti a marchi, la eBay indirizza i suoi utenti verso prodotti oggetto di violazione del marchio, messi in vendita sul suo sito web. Secondo l’avvocato generale, l’uso, da parte della eBay, dei marchi controversi come parole chiave non comporta necessariamente un inganno nei confronti dei consumatori riguardo all’origine dei prodotti offerti. Egli ritiene che, ove l’inserzione stessa non sia fuorviante circa la natura dell’attività  del gestore del mercato online autore dell’inserzione, la funzione del marchio di indicare l’origine del prodotto non rischia di essere compromessa. L’avvocato generale sottolinea nondimeno che la eBay – mentre é in generale esente da responsabilità  per le informazioni memorizzate dai suoi clienti sul proprio sito web – rimane comunque responsabile per il contenuto dei dati che comunica come inserzionista all’operatore di un motore di ricerca. L’esonero di responsabilità  non si applica neppure nei casi in cui al gestore del mercato elettronico sia stato segnalato l’uso illecito del marchio e lo stesso utente continui o ripeta la stessa violazione. In quest’ultimo caso, un provvedimento ingiuntivo può essere emesso anche nei confronti del gestore del mercato elettronico per impedire la continuazione o la ripetizione della violazione. (ANSA).