Editoria

10 dicembre 2010 | 18:17

Giornalisti/ Stampa romana a congresso, applausi per sciopero Rai

Apc-Giornalisti/ Stampa romana a congresso, applausi per sciopero Rai
Messaggio Fini: “Insostituibile informazione libera e pluralista”

Roma, 10 dic. (Apcom) – Si è aperto oggi al Tempio di Adriano, con un applauso di solidarietà  per i lavoratori Rai in sciopero, il VII congresso dell’Associazione Stampa romana. Alle assise del sindacato dei giornalisti del Lazio ha scritto il presidente della Camera Gianfranco Fini, per auspicare che “il vostro incontro possa offrire un utile contributo di approfondimento e di riflessione sull’insostituibile funzione civile di un’informazione libera e pluralista e sul ruolo essenziale che essa svolge nel promuovere la crescita sociale e culturale di una società  democratica”. Il segretario uscente, Paolo Butturini, ha proposto ai delegati l’immagine di “un sindacato ambizioso e sognatore, utopistico e pragmatico, che sappia tessere alleanze con le altre organizzazioni dei lavoratori”.

(segue)

Bar

101755 dic 10
 
 
Apc-Giornalisti/ Stampa romana a congresso, applausi per… -2-
Butturini: “Firma contratto fu utile ma norme sono obsolete”

Roma, 10 dic. (Apcom) – Il tributo pagato alla recessione dall’industria dell’informazione in termini di disoccupazione, precariato e prepensionamenti, “assume – ha spiegato Butturini – un aspetto ancor più drammatico di fronte all’attacco che la parte forte dell’imprenditoria e del governo stanno portando alla nozione stessa di diritti dei lavoratori, a come si è incardinata all’interno della nostra legislazione e della nostra giurisprudenza”. A partire dal cosiddetto ‘collegato lavoro’ appena approvato dal Parlamento, che “sradica certezze e conquiste, finendo per minare le fondamenta stesse dei contratti collettivi, vero obiettivo del ministro del lavoro Sacconi e del capitano d’industria Marchionne”. Per Butturini, firmare il contratto collettivo di lavoro, due anni fa, è stato “utile e necessario”, ma “le norme che regolano il nostro lavoro sono obsolete perché non adatte a governare la trasformazione, e perché escludono, o non tutelano a sufficienza, comparti fondamentali e in crescita del mondo dell’informazione: dalle emittenti nazionali agli uffici stampa, dai freelance a colleghi che lavorano nella rete, dai precari agli atipici”.

Bar

101756 dic 10