Borsino dei direttori

16 dicembre 2010 | 17:32

Maria Tatsos – da free lance a responsabile di ‘Elle.it’

Dal 9 novembre è nelle sue mani Elle.it, concepito da Hachette Rusconi come autentica estensione on line di un brand editoriale internazionalmente noto e robusto, arrivato ai vertici dei siti femminili di testata (907mila utenti unici a ottobre) facendo tesoro dell’identità  e del target di Elle e che, pensa l’editore, per crescere ancora non dovrà  abbandonare questa rotta. Di web Maria Tatsos si occupa dal 2006, quando ha progettato e coordinato il sito del mensile di cui allora era direttore, Top Girl. Ma lo apprezza e lo frequenta anche di suo, tanto da avere un sito, www.mariatatsos.com, e un blog. Una nomade sul sofà , in cui parla dei suoi molti interessi: storia, religioni, cultura giapponese e asiatica, arte buddista, cinema e antropologia. Passioni che si accompagnano a una non comune conoscenza delle lingue: greco (i suoi genitori sono originari di Salonicco), inglese, francese, russo, giapponese (è diplomata in lingua e cultura giapponese all’Ismeo), e un po’ di spagnolo, tedesco e arabo.
Nata a Como il 30 marzo 1965, una laurea in scienze politiche nel 1990 all’università  Statale di Milano, Tatsos fa le prime esperienze nel mondo del giornalismo durante gli studi collaborando, dall’85, alla Provincia di Como (primo articolo sullo scrittore giapponese Yukio Mishima) e al ticinese Giornale del Popolo. Nel ’90 viene assunta alla rivista milanese Europa Management e nell’agosto ’91 entra nella redazione di Vera, neonato femminile della Gruner+Jahr/Mondadori, per occuparsi di attualità  e di diritti. Contemporaneamente collabora con Focus e con Il Sole 24 Ore del lunedì e nel ’94 pubblica per Franco Angeli due libri sui diritti dei consumatori: ‘Sportello facile’ e ‘Come scegliere il medico giusto’. A Vera nel ’95 diventa caposervizio e nel giugno ’97 la casa editrice le affida il progetto di Top Girl, mensile per le teenager che porta in edicola nel gennaio 1998 e dirige fino al settembre 2008.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 412 – dicembre 2010