Protagonisti del mese, Scelte del mese

17 dicembre 2010 | 16:17

Per noi questo è l’anno della verità 

Ti infili in una serie d’incontri alla Condé Nast per capire cosa stanno combinando nel digitale, in un anno che ha visto un parziale cambio di strategia (la nascita dei siti di testata accanto al portale Style.it) e un rapido avvicendamento di alcune delle figure chiave che del digitale si occupano (l’uscita di Laura Penitenti e Simona Zanette, l’arrivo di Marco Pratellesi e Anna Matteo), e per prima cosa ti parlano
di quanto magnificamente stiano andando i loro periodici in edicola, con performance che spaziano dal più 27,5% di Vogue in settembre e ottobre, alle 12mila copie guadagnate da Glamour da luglio a novembre, al 20% d’incremento di Gq da inizio anno fino al più 10,5% di Vanity Fair da settembre a novembre.
“Non credevo che nel 2010 fosse possibile aumentare le vendite in questa misura”, osserva Giampaolo Grandi. E allora cos’è successo? “È successo che essere presenti sul web, ed esserlo in un certo modo, sta facendo molto bene ai nostri giornali”, spiega il presidente e amministratore delegato di Condé Nast Italia. “Ha in mente il settimanale americano People? Vende tre milioni e mezzo di copie e ha 35 milioni di utenti unici. È una proporzione che con i nostri brand editoriali possiamo raggiungere. Non c’è niente di magico: bisogna fare del buon giornalismo combinato con una profonda conoscenza della tecnologia, perché nel digitale traffico e fedeltà  nascono anche dagli aspetti tecnologici”.
Racconta Grandi che l’anno scorso ha avuto piena consapevolezza di quanto fosse urgente rispondere a una domanda montante d’informazione di qualità , non importa su quale mezzo e non importa su quale argomento. Ne ha discusso con il suo ‘capo’, Jonathan Newhouse, presidente di Condé Nast International, che di fronte agli investimenti prospettati ha buttato sul piatto della bilancia l’arretratezza dell’Italia in campo digitale come probabile ostacolo alla riuscita di un progetto di sviluppo così impegnativo.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 412 – dicembre 2010