Comunicazione

18 dicembre 2010 | 11:57

RAI: MAZZUCA, DA ANNOZERO INCITAZIONE ALLA VIOLENZA

RAI: MAZZUCA, DA ANNOZERO INCITAZIONE ALLA VIOLENZA
(AGI) – Roma, 18 dic – “C’è un limite a tutto. Lo spettacolo che  è andato in onda, giovedì sera, ad “Annozero”  è stato, per certi aspetti, avvilente: dalle reti della Rai, un ente di Stato, abbiamo quasi assistito alla esaltazione collettiva della violenza fisica”. Giancarlo Mazzuca, deputato Pdl, apre così il suo intervento odierno sulle pagine del Resto del Carlino. “I giovani agitatori che, martedì pomeriggio, hanno messo a ferro e a fuoco Roma con lucidità  e freddezza, che hanno colpito e picchiato poliziotti e guardie di finanza, che hanno bruciato autoblindo e portato devastazione nel centro di Roma (tentando anche l’assalto al Parlamento, simbolo della nostra democrazia), sembravano diventati una specie di eroi. Anche perché gli “osanna”, pressoché generalizzati, sono arrivati poche ore dopo l’incredibile scarcerazione dei teppisti da parte dei giudici romani”. Mazzuca nel suo intervento espone una durissima critica a Santoro ma anche a tutti i politici presenti. “Tardiva e debole  è stata la presa di distanza di Santoro, che pure ha mandato in onda un filmato drammatico degli incidenti, e dei politici presenti (tranne La Russa, che ha protestato per l’assenza nel programma degli interlocutori giusti, a cominciare dai rappresentanti delle forze dell’ordine). Il ministro avrebbe fatto meglio, comunque, ad abbandonare, per protesta, lo studio televisivo, come peraltro stava già  facendo. E con lui, anche Casini e persino Di Pietro che, da giovane, aveva fatto il poliziotto”. Mazzuca, componente della Commissione di vigilanza sulla Rai nell’editoriale di oggi preannuncia un intervento “No, non ci sto a questa deriva pericolosissima – scrive – e, come membro della vigilanza Rai, chiedo un intervento “bipartisan” della Commissione: qui non si tratta di squalificare “Annozero” per una o due settimane, qui si tratta di capire dove stia andando l’azienda pubblica. Non possiamo più fare finta di nulla perché, altrimenti, saremmo anche noi complici della violenza”.(AGI) Mal