Editoria

20 dicembre 2010 | 11:23

ANSA-INTERVISTA/ EDITORIA:FELTRI, SARA’ BOUTIQUE,DAVVERO LIBERO

>ANSA-INTERVISTA/ EDITORIA:FELTRI, SARA’ BOUTIQUE,DAVVERO LIBERO
BELPIETRO, ORA NON POTRANNO PIU’ DIRCI CHE AGIAMO SU COMMISSIONE
ROMA
(Di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 17 DIC – “Non è più tempo dei giornali supermercato. Puntiamo a un foglio snello, leggibile, che prenda posizione, dia notizie scomode e punti anche sull’esclusiva. Insomma un giornale boutique”. Sarà  così il nuovo ‘Libero’ nell’idea di Vittorio Feltri, che torna alla sua creatura e lo racconta in un’intervista all’ANSA, ma questa volta da plenipotenziario. Al fianco Maurizio Belpietro, prima suo allievo, poi successore proprio alla direzione del quotidiano milanese. “Più o meno la pensiamo allo stesso modo – dice Belpietro – Sarà  un giornale poco convenzionale, con tratti di modernità , come è nelle nostre corde”. ‘Libero’, proprio così lo vogliono i due direttori, stanchi di sentirsi dare del prezzolato. “L’ultimo periodo è stato micidiale: bastava uno starnuto e si diceva che me lo aveva ordinato Berlusconi – sostiene Feltri – Ma a me non importa nulla del centrodestra. L’ho sempre criticato, la gente si scorda che ad esempio feci saltare il governo Maccanico”. “Avremo totale autonomia e questa è la cosa che ci affascina di più – aggiunge Belpietro – Non ne potevamo più di sentirci dire che agivamo per commissione. Ora, per quanto mi riguarda, sarà  ancora più chiaro che non è così”. Sedici mesi segnati da infinite polemiche quelli di Feltri a ‘Il Giornale’, terminati con il passaggio da direttore responsabile a direttore editoriale. “Fino a fine febbraio sono sospeso dall’Ordine dei giornalisti per la vicenda Boffo e questo mi avvilisce – prosegue Feltri – Poi tornerò a scrivere. Il caso Boffo è diventato un luogo comune. Tutti dimenticano che la notizia era fondata, ma che c’era un particolare inesatto che ho rettificato. C’é amarezza anche perché – e ne sono felicissimo – l’autore dell’articolo ha avuto una censura e io una sospensione. Un accanimento un po’ spavaldo direi”. “Sono stato nove anni a Libero – racconta ancora Feltri – Ero editore già  dall’inizio, ma non avevo la liquidità  necessaria per tenere in piedi un giornale. Questa volta sarà  un’esperienza nuova. Chi avrà  qualcosa da dire dovrà  venire da noi. Saremo assolutamente liberi e questa è una novità  assoluta nel panorama italiano”. Un ritorno a casa che – assicura il direttore editoriale del Giornale – non è nato da problemi di convivenza con gli attuali compagni di viaggio. “Gli screzi con Alessandro Sallusti sono cose infondate, non me ne vado in polemica. I rapporti sono eccellenti – rivela Feltri -. Berlusconi? Silvio non l’ho sentito, ma Paolo sì. Era ovviamente dispiaciuto, anche perché mi aveva voluto lui. Quello che dispiace a me è non aver portato a termine il mio compito: in un altro anno saremmo arrivati al pareggio di bilancio”. Rapporti sempre eccellenti – assicura Feltri – anche con Belpietro. “Ci siamo sempre visti, andiamo insieme al bar – spiega – Certo quando si è concorrenti qualche punzecchiatura scappa. Io ho detto cose un po’ sopra le righe nei suoi confronti e lui ha risposto. Quando sono passato al Giornale però lui è stato il primo a cui l’ho detto e Maurizio fa lo stesso con me”.(ANSA).