Editoria, New media

20 dicembre 2010 | 11:39

ANSA/ EDITORIA: ARRIVA INTERACTIVE NEWS,SQUADRA ‘SOCIAL’ DEL NYT

ANSA/ EDITORIA: ARRIVA INTERACTIVE NEWS,SQUADRA ‘SOCIAL’ DEL NYT
INTEGRAZIONE TRADIZIONE A STRUMENTI TECNO CON ‘JOURNO-HACKER’
ROMA
(di Titti Santamato) (ANSA) – ROMA, 18 DIC – Anno nuovo, vita digitale nuova: dopo aver annunciato che dal 2011 sarà  a pagamento online (ma ancora non si conoscono i particolari), il New York Times decide di cambiare strategia anche nel settore ‘social’ riunendo sotto un unico tetto la parte relativa allo sviluppo della sua community e quella tecnologica. Entrambe confluiranno nel settore Interactive News, sotto la guida di Aron Pilhofer. La decisione è un’evoluzione della strategia decisa dal quotidiano della Grande Mela nel maggio 2009 quando, in anticipo su tante testate internazionali, creò la figura del social media editor ricoperta da Jennifer Preston, con il compito di consolidare la presenza della testata sui social network ma anche di far familiarizzare l’intera redazione con quello che viene considerato un nuovo terreno di lavoro. La fase 2 della strategia social del Nyt (così come dicono indiscrezioni sulla rete) si concretizzerà  dunque nella diffusione della responsabilità  sociale dei media spostandola da una persona sola ad una squadra, quella appunto delle Interactive News: si occuperà  non solo del monitoraggio dei social network ma anche nella creazione e sperimentazione di filtri e strumenti per rendere più fluida l’integrazione fra social media e attualità . La squadra di Pilhofer è formata da giornalisti, web designers, persone che si occupando di business, ma soprattutto da ‘Journo-hacker’, una figura professionale che, alla ricerca di notizie e al ‘reporting’, mescola l’hi-tech (anche in questo il Nyt è pioniere) che ha già  avuto un ruolo nello sviluppo di alcune delle principali incursioni del Times nei mezzi di comunicazione sociale. E’ un’idea della squadra, ad esempio, la creazione delle ‘Health Care Conversations’, una pagina online dedicata allo scambio di opinioni dei lettori sulla sanità  Usa (con l’invenzione grafica dei ‘bento-box’, che rappresentano le categorie in discussione e la cui grandezza cambia a seconda dell’intensità  del dibattito); come anche la sezione ‘Survival Strategies’, consigli ed esperienze degli utenti in tempi di recessione che si possono pure votare (anche qui la formulazione grafica è particolare). “Il passaggio segna una vittoria per i social media – dice il Nieman Journalis Lab, rivista online della Harvard University – e sta a significare che il settore, al Times come ovunque, è in evoluzione”. “Il New York Times ha sempre avuto una presenza massiccia nei social media anche prima della mia nomina – dice Jennifer Preston alla stessa rivista online – Quando ho iniziato a lavorarci sistematicamente, la mia primaria responsabilità  è stata ‘evangelizzare’ i colleghi. Il fatto che il mio ruolo sia diventato obsoleto in poco tempo significa che ce l’abbiamo fatta, e questo è entusiasmante. Siamo molto concentrati nel migliorare questo settore”. “Sono sempre alla ricerca di una parola diversa da ‘evangelizzazione’ – le fa eco Pilhofer -. Non mi piace perché i social media non sono basati sulla fede ma ci sono dati empirici utili a convincere che vale la pena di prendere molto, molto seriamente questo tipo di strada”.(ANSA).