Comunicazione

22 dicembre 2010 | 12:42

INTERNET: MELONI “LIBERALIZZAZIONE WI-FI PICCOLA GRANDE RIVOLUZIONE”

INTERNET: MELONI “LIBERALIZZAZIONE WI-FI PICCOLA GRANDE RIVOLUZIONE”
ROMA (ITALPRESS) – “Sarà  un piccola grande rivoluzione la liberalizzazione del wi-fi, conseguenza della decisione di non prorogare la validità  del decreto Pisanu”. Lo dice il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, a margine del consiglio dei ministri che oggi ha approvato il “decreto mille proroghe”. “Da lungo tempo il mio ministero si batteva per la cancellazione di una normativa senza eguali nel mondo occidentale. Oggi la possibilità  di sedersi al tavolino di un bar e connettersi alla rete con il proprio portatile  è una consuetudine per i cittadini di tutte le nazioni sviluppate. Gli stessi proponenti originari della norma – ricorda il ministro – avevano ammesso ormai da tempo la scarsissima utilità  per il contrasto al terrorismo di questa norma, che invece si  è rivelata un grave ostacolo per la diffusione del libero accesso alla rete, e dunque per lo sviluppo dell’Italia”. “Il risultato del libero accesso al wi-fi – spiega la Meloni –  è stato raggiunto anche grazie a tutti coloro che nel governo hanno condiviso questa battaglia: in primis il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta. Un grazie particolare al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per aver colto la fondatezza delle tesi di chi chiedeva l’abrogazione di queste norme”.
(ITALPRESS) – (SEGUE).
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Il ministro Meloni esprime soddisfazione anche per la norma che permette a un nutrito gruppo di laureandi in Ingegneria, provenienti dal vecchio ordinamento, di continuare a veder applicate le stesse regole del passato. Per gli iscritti secondo il vecchio ordinamento, infatti, in ragione del differente e più gravoso percorso didattico,  è stata riconosciuta la possibilità  di continuare a sostenere l’esame di Stato secondo le modalità  antecedenti il d.P.R n. 328/2001, con la facoltà , inoltre, di essere iscritti a tutti i settori dell’albo professionale, senza essere costretti a svolgere un esame specifico per ogni settore. “Si tratta di un dettaglio – commenta il ministro – che però rende giustizia al percorso di studi di circa 30mila giovani ingegneri”.
(ITALPRESS).
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