Comunicazione

28 dicembre 2010 | 9:30

ATTENTATO A FINI: BELPIETRO, INVECE DI RINGRAZIARE CI ATTACCANO

ATTENTATO A FINI: BELPIETRO, INVECE DI RINGRAZIARE CI ATTACCANO
(AGI) – Roma, 28 dic. – “Qualche giorno prima di Natale, un signore si  è rivolto a me raccontandomi di un presunto attentato che qualcuno voleva organizzare in Puglia ai danni del presidente della Camera. Il tizio, che non conoscevo prima e non mi  è parso né matto né truffatore, ha aggiunto che all’uomo pronto a premere il grilletto i mandanti avrebbero promesso 200 mila euro, a patto però che facesse ricadere le colpe dell’agguato sul presidente del Consiglio. Nel riportare i fatti così come mi erano stati narrati, ovviamente avvisavo di non poter mettere la mano sul fuoco per lo sconosciuto, spiegando che la mia fonte avrebbe potuto anche essersi inventata tutto, ma non essendo io in grado di accertarlo affidavo il racconto a chi ha il compito di indagare. In più, informavo anche dell’esistenza di una signorina che da qualche tempo gira le redazioni raccontando di convegni amorosi a pagamento con la terza carica dello Stato. Anche qui avvertivo lettori e autorità , precisando che la “testimone” avrebbe potuto essere una mitomane o una ricattatrice, sta di fatto che a richiesta forniva le generalità  e acconsentiva a videoregistrare il suo racconto. Aggiungo che, a quanto pare, la donna non avrebbe contattato solo Libero, ma anche altri quotidiani.  Di fronte a tutto ciò, cosa avrei dovuto fare? Fingere che nulla fosse accaduto e girare la testa dall’altra parte?”. E’ quanto scrive su ‘Libero’, il direttore Maurizio Belpietro.  ”Ammettiamo che sia tutto falso, l’attentato e pure le sedute con le escort. Il presidente della Camera dovrebbe essermi grato – prosegue Belpietro nell’editoriale – per averlo avvisato di un paio di mestatori e calunniatori che vanno in giro per l’Italia a spargere veleni sul cuo conto. Ma se al contrario ci fosse qualcosa di vero? Lasciamo perdere per un attimo la prostituta e concentriamoci sull’agguato. Ammettiamo che il piano per colpire Fini esista. Io sono in possesso di una notizia  e sto zitto? Oppure taccio su Libero ma corro dal magistrato e gli spiffero tutto, aspettando poi che qualche collega mi dia il buco il giorno dopo facendomi fare pure la figura del fesso? Come capirebbe anche un finiano che non avesse preso la sbronza, l’unica possibilità  era di raccontare tutto e di lasciare poi che se ne occupassero i magistrati. Ed  è esattamente ciò che ho fatto, riferendo dopo che ai lettori anche al dottor Armando Spataro della Procura di Milano. Lui e i suoi colleghi di altri uffici giudiziari verificheranno cosa ci sia di vero nella storia pugliese (per quella modenese serve una denuncia per calunnia, perché ciò che Fini fa o non fa in Camera da letto rigurda al massimo i giornali e non i tribunali). Nel frattempo – conclude – speriamo che a Bocchino e compari sia passata l’ubriacatura da sconfitta”. (AGI) Mav