Editoria, New media

16 febbraio 2011 | 11:16

Wikileaks/ Governo Usa in tribunale per ingiunzione a Twitter

Wikileaks/ Governo Usa in tribunale per ingiunzione a Twitter

Nel giorno in cui Clinton annuncia sostegno Usa a libertà  in rete

Alexandria (Stati Uniti), 16 feb. (TMNews) – Mentre il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton elogia il ruolo svolto dai social network come Twitter nella promozione della libertà , una corte federale di Alexandria, in Virginia, è stata chiamata a giudicare l’ingiunzione arrivata proprio a Twitter dal governo americano di fornire informazioni su persone in contatto con il sito Wikileaks.

I legali delle organizzazioni Usa per i diritti civili hanno contestato l’ordine arrivato da Washington a Twitter di svelare informazioni riservate sulla parlamentare islandese, Birgitta Jonsdottir, su un ricercatore americano in informatica, Jacob Appelbaum, e su Rop Gonggrijp, un collaboratore olandese di WikiLeaks. I loro avvocati hanno chiesto alla corte di annullare l’ingiunzione. Non è stato precisato quando la corte si pronuncerà  sulla questione.

Questa ingiunzione delle autorità  americane “è un attacco scandaloso contro la vita privata e il diritto alla libertà  di espressione degli utenti di Twitter”, ha denunciato nei giorni scorsi il fondatore di Wikileaks, Julian Assange. Wikileaks ha pubblicato su internet migliaia di documenti confidenziali sulle guerre in Iraq e in Afghanistan e i cablogrammi dei diplomatici americani. Le autorità  americane hanno risposto creando un gran giurì ad Alexandria, con il compito di valutare se ci siano elementi per perseguire Assange.

Nel discorso pronunciato ieri all’Università  George Washington, Clinton ha sostenuto “la libertà  di connessione”, sottolineando come internet sia diventato “lo spazio pubblico del XXI secolo”, ma ha anche ribadito che la diffusione dei documenti Usa su Wikileaks è nata da un “furto”, che non mette però in discussione l’impegno Usa per la libertà  di accesso alla rete.

“Il governo non dovrebbe essere autorizzato ad avere accesso a queste informazioni, e soprattutto non dovrebbe avvenire in segreto”, ha detto alla corte Aden Fine, avvocato dell’organizzazione American Civil Liberties Union, parlando a nome della parlamentare Jonsdottir.
(con fonte Afp)

Sim

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