Comunicazione, Editoria

16 febbraio 2011 | 17:06

MILLEPROROGHE: FNSI, BENE NORMA SALVA-PRECARI

MILLEPROROGHE: FNSI, BENE NORMA SALVA-PRECARI
(ASCA) – Roma, 16 feb – ”Il Governo ha dovuto ripiegare. Il suo tentativo di bloccare l’emendamento per i precari al decreto Milleproroghe, approvato dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del Senato, non ha avuto successo. Ha prevalso, per una volta, la ragionevolezza e l’Esecutivo ha dovuto prendere atto della volonta’ parlamentare scaturita da intensa attivita’ di protesta e di sollecitazione proveniente da diverse parti sociali”. Soddisfazione esprime il segretario della Fnsi, Franco Siddi, per la conferma nel milleroroghe della norma ‘salva-precari’ che ha portato al 31 dicembre 2011 il termine per impugnare i licenziamenti mentre il collegato lavoro aveva fissato al 23 gennaio 2011 la scadenza. ”Un primo atto di giustizia – aggiunge Siddi – che, per una volta, prevale sugli interessi di immagine politica per la quale c’era stato il tentativo di silurare l’emendamento”. Il segretario della Fnsi sostiene che ”i giornalisti, come gli altri lavoratori precari, ritengono che la norma del collegato lavoro, ora in via di ‘congelamento’ sia un rischio e un danno per la loro aspettativa di stabilita’ nel lavoro. Di conseguenza finche’ il milleproroghe non sara’ definitivamente approvato anche dalla Camera, o fino a pronuncia della Corte Costituzionale, tutti gli interessati faranno bene a valutare, con l’assistenza legale, l’opportunita’ di impugnare i licenziamenti o rivendicare i diritti maturati entro i 60 giorni dalla scadenza dell’ultimo contratto”. Fino all’approvazione definitiva del decreto resta in vigore la norma del collegato lavoro che ”ha gia’ aperto tanti dilemmi drammatici per molti giornalisti titolari di contratti a termine che invece dovevano essere a tempo indeterminato, costretti a scegliere tra l’attesa di un contratto o un ricorso che temporaneamente puo’ esporli a ricatti aziendali con mancati rinnovi. La Fnsi – conclude – continuera’ a sostenere fino in fondo ogni iniziativa utile per cambiare nitidamente questa legge, a suo giudizio, lesiva dei diritti legittimi dei lavoratori”.
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