Borsino dei direttori

18 febbraio 2011 | 11:14

da freelance a direttore di ‘Gq’

Giornalista o scrittore? Inutile chiederselo con Gabriele Romagnoli che è riuscito nella sua carriera – ormai consolidata – a intrecciare e sintetizzare i due mestieri con risultati quantomeno interessanti. Merito del suo esordio in campo letterario va riconosciuto a Pier Vittorio Tondelli che nella sua pur breve vita è stato capace di sviluppare un fiuto inconsueto nell’individuare autentici talenti letterari. Uno di questi è sicuramente quello di Gabriele Romagnoli, bolognese (51 anni il prossimo settembre), che esordì con un bel racconto (‘Undici calciatori’) in un’antologia che faceva parte del progetto ‘Under 25′ che aveva nelle intenzioni proprio quella di illuminare le energie letterarie in fiore. Siamo al 1987, un’epoca vivace e perfino smaniosa, con case editrici attente a intercettare e a mettere in risalto autori sconosciuti ma di sicura qualità . Romagnoli però si prende il suo tempo tanto che il suo primo libro (‘Navi in bottiglia. 101 microracconti’) esce sei anni dopo, nel 1993. Da quel momento in poi il suo è un fiume in piena. Nel 1994 pubblica ‘Oggetti da smarrire’, nel ’95 ‘In tempo per il cielo.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 414 – febbraio 2011