Comunicazione

25 febbraio 2011 | 11:12

RAI: MASI, HO LAVORATO BENE, CONTINUO A ESSERE ‘CIVIL SERVANT’

RAI: MASI, HO LAVORATO BENE, CONTINUO A ESSERE ‘CIVIL SERVANT’
(AGI) – Roma, 25 feb. – Dicono che stia per lasciare la direzione generale della Rai ma l’impressione che Mauro Masi da’ e’ esattamente il contrario e ribadisce il buon lavoro svolto finora, cui si somma il successo di Sanremo, e l’impegno a continuare ad essere un ‘civil servant’. Lo fa in un’intervista a Il Foglio in edicola oggi, dove parte proprio da Sanremo e dalla satira politica di Luca e Paolo con il loro brano ‘Ti sputtanero” che ai piu’ e’ sembrato come il de profundis per Masi in Rai. “La satira – dice il dg nell’intervista – vive in una dimensione tutta particolare. Si puo’ discutere se Sanremo sia il luogo piu’ adatto per la satira politica. Questa scelta e’ stata proposta, insieme a tutto il ‘pacchetto Sanremo’ dalla direzione di rete, Rai1. Sanremo e’ stato comunque un grande successo, un successo della Rai nel suo insieme”. Da qui Masi parte poi per dire quanto sia complicata l’azienda Rai: “ha una governance difficile, un assetto normativo complessivo di settore anch’esso arretrato rispetto agli sviluppi tecnologici. Quello che e’ stato negli scorsi decenni un punto di forza – la Rai pubblica e privata – in questo momento di grandi cambiamenti si rivela una debolezza”. E Masi la disegna cosi’: “la Rai finisce col stare su un mercato enormemente competitivo a livello mondiale, con tutte le pesantezze inevitabili del settore pubblico. E’ come un combattimento sul ring dove uno dei pugili ha una mano legata”. Serve quindi “un intervento che ripensi la governance e l’assetto normativo di settore. In altre parole, la stessa natura giuridica della Rai”. (AGI) Vic/Zeb (Segue)

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(AGI) – Roma, 25 feb. – Masi guarda pero’ anche dentro l’azienda e nell’intervista sottolinea il problema aggiuntivo rappresentato dalla governance interna, “parlo dei rapporti tra il capo azienda da un lato con il cda, e dall’altro con i direttori di rete”. Questi ultimi “reclamano la loro autonomia nella definizione dei progetti editoriali, dei quali pero’ risponde, in una sorta di responsabilita’ oggettiva a pie’ di lista, il direttore generale”. Cio’ nonostante comunque Masi sottolinea ancora nell’intervista il bilancio della sua Rai, definendolo “positivo”, parlando di un piano industriale “vero, strutturale, tanto che per la prima volta dal 2005 e’ previsto per il prossimo anno un avanzo tra i 28 e i 40 milioni di euro. Siamo passati da 3 reti analogiche a 14 canali digitali, investendo 300 milioni in un anno senza nemmeno un euro dal settore pubblico. E abbiamo stravinto la gara degli ascolti”. Nell’intervista si parla anche di Santoro: “vicenda che fa parte delle complicazioni di questa governance. Io gli ho comminato una sanzione di 10 giorni, il massimo possibile. Personalmente ritengo che per quello che ha detto e fatto, la sanzione adatta fosse il licenziamento, ma il licenziamento era di competenza del cda, e quindi…”. Masi comunque considera Santoro “uno dei migliori giornalisti televisivi italiani. Sogno di vederlo in un programma diverso, meno ‘santoriano’. A mio personale avviso, ormai e’ un po’ schiavo del suo personaggio”. Infine, sul ruolo di censore che gli viene attribuito, Masi replica “un’autentica bestialita’. Portata avanti da una stremata e riconosciuta compagnia di giro. Della quale non mi curo molto”. (AGI) Vic/Zeb