Televisione

25 febbraio 2011 | 14:37

Dahlia Tv/ Chiusano annuncia fallimento trattative salvataggio

Dahlia Tv/ Chiusano annuncia fallimento trattative salvataggio

Dopo il chiarimento odierno con Telecom Italia Media

Milano, 25 feb. (TMNews) – Filippo Chiusano, amministratore delegato di Made, azionista di Dahlia TV, annuncia il fallimento delle trattative per salvare il canale digitale terrestre in liquidazione. “Dopo il chiarimento odierno con Telecom Italia Media – si legge in una nota – Made riscontra la mancanza di una reale volontà  di affrontare il piano di salvataggio di Dahlia.  La nuova posizione di Telecom Italia Media di concedere la banda a prezzi di mercato non è infatti compatibile con la logica di una ristrutturazione dell’attività  di Dahlia già  affossata, in passato, da costi di diritti sportivi e di banda trasmissiva sproporzionati rispetto alle reali potenzialità  del mercato di riferimento”.

Made, che aveva presentato un proprio piano di salvataggio, ha così formalmente chiesto al liquidatore di risolvere il proprio contratto di servizi e già  da stasera di procedere allo spegnimento della propria attività  trasmissiva.

(segue)

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Dahlia Tv/ Chiusano annuncia fallimento trattative… -2-

Possibilità  rilancio passava solo attraverso un periodo agevolato

Milano, 25 feb. (TMNews) – “Non ho chiesto a nessuno di fare la carità , so bene che le società  quotate in borsa non sono enti di beneficienza – ha commentato Chiusano – però continuo a ritenere che viste le condizioni di partenza in cui versa Dahlia, l’unica possibilità  per un rilancio passa attraverso un periodo agevolato, durante il quale costruire un nuovo progetto imprenditoriale con basi più solide rispetto al precedente”.

“Avevo proposto a Telecom Italia Media – prosegue l’a.d. di Made – di entrare nella nuova compagine aziendale in un secondo momento a condizioni estremamente vantaggiose in modo da premiare lo sforzo economico effettuato nel breve a supporto dell’iniziativa. Evidentemente tutto ciò non ha riscontrato interesse”. Chiusano spiega infine che la richiesta di fidejussioni da parte di TI Media è “puramente strumentale, visto che la mia proposta prevedeva fin dall’inizio un compenso variabile (pari ad 1,5 euro mese per abbonato), è chiaro che essendo il compenso variabile, dipendendo dal numero di abbonati, non può essere predeterminato. Avevo dato invece la mia totale disponibilità  a fornire le fidejussioni necessarie successivamente a giugno 2012 quando da un piano di salvataggio si sarebbe passati al nuovo piano industriale”.

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