Comunicazione, Editoria, Televisione

01 marzo 2011 | 17:36

RAI: BUTTI (PDL), IN ATTO INDIRIZZO NESSUNA MARCIA INDIETRO

RAI: BUTTI (PDL), IN ATTO INDIRIZZO NESSUNA MARCIA INDIETRO
MODIFICATA ANCHE NORMA SU RESPONSABILITA’ CONDUTTORI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 1 MAR – “Spero che nessuno parli di marcia indietro della maggioranza. La nuova stesura dell’atto di indirizzo è un contributo a rasserenare il clima, mantenendo i concetti fondamentali e costruendoli in un altro modo”. Lo ha detto il capogruppo del Pdl in Commissione di Vigilanza, Alessio Butti, illustrando la nuova bozza di atto di indirizzo sul pluralismo della maggioranza. Butti ha presentato le modifiche al testo, spiegando che “sono state decise a seguito delle osservazioni provenienti dagli altri commissari”. E’ stata modificata la norma sul divieto per i talk show di riproporre lo stesso tema nell’arco di otto giorni, trasformata ora nell’alternanza settimanale dei conduttori il martedì e il giovedì. “Abbiamo letto sui giornali che volevamo far ricorso al sorteggio per decidere i temi dei talk show – afferma Butti – Non è così. Il punto è che le fasce migliori non possono essere occupate sempre dagli stessi conduttori. Non sempre è il conduttore o il format ad incidere sugli ascolti, ma la fascia che si occupa”. Modificata anche la norma sulla responsabilità  dei conduttori, in l’opposizione vede riferimenti alle vicende della conduttrice di Report, Milena Gabanelli. Nella prima versione si prevedeva che “il conduttore è sempre responsabile dell’attendibilità  e della qualità  delle fonti e delle notizie, sollevando la Rai da reponsabilità  civili e/o penali”. Ora si stabilisce che “sollevando l’azienda da reponsabilità  civili e/o penali, qualora, come già  accaduto, non si giunga a formalizzare un accordo con il conduttore, la Rai provveda comunque a stipulare contratti in cui sia individuata con chiarezza la responsabilità  del conduttore e le relative sanzioni in ordine all’attendibilità  e alla qualità  delle notizie diffuse”. Butti è intervenuto con altre modifiche sulla rappresentanza proporzionale dei partiti, sulla presenza del pubblico in studio, sul televoto e sulla “diversa estrazione culturale” dei conduttori, diventata “diversa formazione culturale”. (ANSA).
CAS/ S0A QBXB