Editoria

04 marzo 2011 | 15:23

LIBRI: CON OVADIA E VENDOLA TORNA ‘IL CALENDARIO DEL POPOLO’

LIBRI: CON OVADIA E VENDOLA TORNA ‘IL CALENDARIO DEL POPOLO’
(NOTIZARIO LIBRI)
ROMA
(Di Paolo Petroni) (ANSA) – ROMA, 4 MAR – Riprendono, dopo una breve interruzione, le pubblicazioni de “Il Calendario del Popolo”, una delle più longeve riviste italiane di cultura. La testata, che compie sessantacinque anni, torna in libreria come trimestrale, arricchita dall’apporto di nuovi collaboratori, rinnovata nella linea editoriale e grafica, intenzionata a misurarsi con la complessità  linguistica, tecnologica, comunicativa di questo tempo, senza smarrire l’originaria vocazione divulgativa e popolare. “La voce del Calendario – afferma Moni Ovadia – contando sulla qualità  intellettuale e sulla statura di molti dei suoi collaboratori, potrà  ridare respiro a istanze critiche che illuminino aspetti della vita politica, sociale e culturale del nostro mondo e della nostra penisola. Quello ora uscito è il n. 750 di questo periodico (pp. circa 100 – 10,00 euro – distribuito nelle librerie) diventato trimestrale dopo 65 anni di vita, essendo uscito il primo numero a marzo del 1945. Attraverso una miscela di materiali di repertorio, interviste, narrazioni, contributi saggistici, questo (nuovo) numero istituisce un legame tra memoria e comprensione del presente, documentando l’incessante ricerca sviluppata da Il Calendario nel campo della storiografia, della cultura di massa e della riflessione politica. Ai reprint tratti dall’archivio storico della rivista, si affiancano ricordi d’autore dei contemporanei Diego Novelli, Guido Fanti, Gian Carlo Ferretti, Mario Geymonat e Franco Cardini e interventi di segno molteplice, in un ricalco ideale della tensione enciclopedica che ha contrassegnato l’esperienza del periodico, come spiega l’editore Sandro Teti. Luciano Canfora, Moni Ovadia, Valentino Parlato, Luciana Castellina, Milly Moratti, Nichi Vendola – solo per citare alcune firme – contribuiscono a rileggere, alla luce dei cruciali motivi della contemporaneità , la storia della rivista: sempre attenti ad allungare lo sguardo sulle frontiere del futuro. Innovazione tecnologica e social network, televisione e cinema, crisi finanziaria, transiti migranti e pulsioni razziste, scuola pubblica e assetti politici sudamericani sono alcune tessere che compongono questo patchwork di spunti e sollecitazioni con cui Il Calendario del Popolo riprende la sua marcia.
PER/ S0B QBXB