Editoria

04 marzo 2011 | 17:35

EDITORIA: SIDDI, TAGLI COME PRIORITA’ NON SONO UNA RIFORMA

EDITORIA: SIDDI, TAGLI COME PRIORITA’ NON SONO UNA RIFORMA
(V. ‘EDITORIA: BONAIUTI, SUBITO CONSULTAZIONI…’ DELLE 14.01)
ROMA
(ANSA) – ROMA, 4 MAR – “Tagli o riforme? Un’azione di risanamento dei conti senza sviluppo non serve al presente e non produce futuro. Per intendersi su cosa sia un progetto riformatore non servono molti seminari ma poche parole chiare sugli obiettivi di prospettiva e di sistema”. Lo ha detto il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, riprendendo e rilanciando il suo intervento al secondo congresso Mediacoop in corso a Roma, riaprendo così anche il confronto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria Paolo Bonaiuti. “La riforma dell’editoria – ha sostenuto il segretario Fnsi – non si fa avendo come fine primo il taglio della spesa pubblica ma avendo come obiettivi trasparenza, pluralismo, lavoro regolare e sviluppo. Una riforma della legge e dell’intervento pubblico nel settore è indifferibile oggi per almeno quattro motivi: arrestare l’impoverimento di un sistema chiamato a profonde trasformazioni, accompagnare il cambiamento per arricchire, non deprimere, il pluralismo e l’occupazione professionale, che ne è la base produttiva indispensabile. Ma davanti a una riforma che da tre anni, per il governo, è solo materia di ripetuti annunci e assenza di proposte, ora è drammaticamente urgente stabilire il quadro degli impegni pubblici soprattutto per l’editoria no-profit che dia garanzie di intervento almeno su base triennale. In caso contrario decine di testate organizzate da cooperative e da movimenti di idee potrebbero chiudere in poco tempo: un disastro per la libertà  dell’informazione e il suo pluralismo, per il lavoro, per gli sforzi generosi di tanti lavoratori, non solo giornalisti, che associandosi in cooperativa, tentano di alimentare un sistema d’informazione altrimenti più povero e molto concentrato. Non si può andare avanti con la logica della lotta periodica e delle concessioni annuali, che lasciano sempre in scia qualcosa in meno e altri giornali in coma”. “Il sostegno pubblico – ha detto ancora Siddi – deve privilegiare le cooperative di giornalisti e lavoratori in ragione dei contenuti editoriali realizzati in proprio, dell’apertura del sistema a tutte le voci politico-culturali della promozione e tutela dell’occupazione regolata. L’industria dell’editoria oggi è tutta in difficoltà . Occorre uno sforzo intenso non solo per la sopravvivenza ma soprattutto per il rilancio sulla base della trasparenza e della chiarezza. Si tratta di liberare l’informazione da vincoli e lacci e anche da manovre finanziarie che la vogliono soggiogata e immiserita”. (ANSA).
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