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12 marzo 2011 | 11:54

TELECOM:IL FATTO;INDAGINE SU PRESSIONI PER TELECOM ARGENTINA

ECO:TELECOM
2011-03-12 10:48
TELECOM:IL FATTO;INDAGINE SU PRESSIONI PER TELECOM ARGENTINA
DA PROCURA ROMA, INTERESSE AD ACQUISTO DI FACOLTOSO IMPRENDITORE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 12 MAR – Il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo ha aperto un fascicolo per indagare su presunte pressioni e attività  di lobby fatte per l’acquisto di Telecom Argentina, una consociata di Telecom Italia. Lo afferma il quotidiano “Il Fatto”, in apertura della prima pagina, in un articolo in cui spiega che l’indagine nasce da un bonifico internazionale di 5 milioni di dollari, segnalato dalla Banca d’Italia alla Guardia Di Finanza come sospetto, emesso dall’imprenditore argentino Matias Garfunkel a beneficio della società  di Comunicazione Tfgcom, proprietaria dell’agenzia di stampa “Il velino”. Il quotidiano ricostruisce i contatti e molti passaggi della vicenda, che definisce nel titolo “un complotto per spolpare Telecom”, che nasce da un nodo sollevato dall’antitrust Argentina. La vicenda si è però risolta lo scorso ottobre quando Telecom Italia ha ottenuto l’ok dall’antitrust e dall’autorità  delle Tlc locali per salire dal 50 al 58% in Sofora, la holding che controlla Telecom Argentina, senza quindi vendere i suoi asset ma rinforzandoli. Proprio ieri, inoltre, l’ad di Telecom, Franco Bernabé, parlando con i giornalisti ha spiegato che il gruppo, “in Argentina, da dove volevano cacciarci, ha resistito e ha vinto nel rispetto delle regole”. Due anni fa, invece, l’antitrust del paese sudamericano aveva ordinato a Telecom Italia di vendere entro 12 mesi il suo 50% in Sofora dopo che Telefonica era entrate nell’azionariato di controllo della società  italiana creando un possibile ruolo di dominanza del mercato visto che questa controllava anche “Telefonica de Argentina”. Il Fatto ricostruisce l’interesse dell’imprenditore argentino Matias Garfunkel “famoso in America Latina per la sua ricchezza” e la rete di contatti, partendo dal bonifico fatto il 7 maggio 2010. Proprio in quei primi giorni di maggio – scrive il quotidiano – l’imprenditore si era acquartierato a Roma nel lussuoso Hotel de Russie a pochi passi da piazza del Popolo, ma soprattutto a 500 metri in linea d’aria dal quartiere generale di Telecom Italia”. Lo stesso imprenditore qualche tempo prima non aveva nascosto il proprio interesse al magazine ‘Fortuna’ al quale aveva spiegato di essere interessato, con altri due soci, Eduardo Eurnekian (che Il Fatto ricorda essere coinvolto anche nel crac della compagnia aerea Volare) e Ernesto Gutierrez, al controllo di Telecom Argentina per 580 milioni di dollari. “Telecom Argentina – avrebbe detto l’imprenditore al giornale – è un gioiello, parliamo di una impresa importante che si può compare a sconto”. Molti i contatti ricostruiti da Il Fatto, in particolare quello con Luca Simoni di Tgfcom alla quale avrebbe inviato il bonifico direttamente con un ordine dalla hall del De Russie con il suo palmare. Simoni, sentito dalla Guardia di Finanza, avrebbe giustificato il pagamento – secondo quanto riporta il quotidiano – con l’affidamento di un anno di promozione per l’immagine di Garfunkel in Italia. Secondo Il Fatto, che ricostruisce anche le prese di posizioni fatte da politici durante quel periodo, l’imprenditore argentino non riuscira comunque a farsi ricevere da Bernabé. (ANSA).
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