Editoria, New media

12 marzo 2011 | 16:19

PD: PARTE NUOVO MAGAZINE DEI POPOLARI ‘IL DOMANI D’ITALIA

POL:PD
2011-03-12 14:56
PD: PARTE NUOVO MAGAZINE DEI POPOLARI ‘IL DOMANI D’ITALIA’
ROMA
(ANSA) – ROMA, 12 MAR – “Esce oggi il numero uno del mensile ‘Il Domani d’Italià . Si può scaricare gratuitamente su IPad: primo passo, questo, per un’ampia copertura a livello di comunicazione mobile, con l’imminente ingresso sulla piattaforma di IPhone e IPod touch. E’ quanto si legge in una nota del Pd. “Storica testata del cattolicesimo politico – esordì nel 1900 con Romolo Murri, fondatore della democrazia cristiana – ‘Il Domani d’Italià , spiegano, si presenta in veste tecnologicamente avanzata, con l’obiettivo di rivolgersi anche ai lettori più preparati o ben disposti all’uso delle applicazioni per contenuti multimediali”. A dirigere la rivista è Lucio D’Ubaldo, senatore e membro della Direzione nazionale del Partito democratico. La direzione responsabile è affidata a Giuseppe Sangiorgi, la condirezione a Pio Cerocchi e Filippo La Porta. Presiede il Comitato editoriale Giuseppe Fioroni, leader della componente “popolare” del Partito democratico. Dal prossimo lunedì “inizierà  la distribuzione in abbonamento dell’edizione cartacea (64 pagine, molto colore e robusto apparato iconografico). La copertina si apre con il richiamo alla crisi del nord Africa, sullo sfondo di una grande foto del deserto, nonché, più in basso, con il riferimento al caso Fiat-Chrysler (Marchionne ed Elkhan :’le lite apolidì). Alla rete de ‘Gli amici del Domani d’Italià  verrà  inviato direttamente per posta elettronica il link per accedere al PDF della rivista. In questo modo il magazine dei “popolari” toccherà  fin dall’inizio circa 20.000 copie di tiratura, in attesa di conoscere l’accoglienza riservata dalla più ampia platea dei fruitori del web”. “Alcuni articoli, infine – conclude la nota – sono consultabili sul sito www.ildomaniditalia.com, dove nella sezione dei dossier è stato inserito questa volta il discorso che Sergio Zavoli ha recentemente pronunciato in occasione della commemorazione di Carlo Bo”. (ANSA).
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