Protagonisti del mese, Scelte del mese

21 marzo 2011 | 11:44

Primi

A Cologno Monzese ci lavoravano da un anno e mezzo con grande impegno e investimenti (si parla di una ventina di milioni) con l’obiettivo di arrivare per primi sul mercato italiano con una soluzione tecnologicamente all’avanguardia. E finalmente il 23 febbraio Pier Silvio Berlusconi, vice presidente di Mediaset, ha potuto alzare il sipario sulla sua nuova offerta over the top tv che permette di fruire di una vasta gamma di contenuti on line sul televisore. Il nuovo servizio, che si chiama Premium Net Tv, ed è riservato senza alcun costo aggiuntivo agli abbonati di Mediaset Premium, la televisione a pagamento del gruppo sul digitale terrestre, dà  la possibilità  di attingere a un catalogo di circa un migliaio di contenuti, tra library e prime tivù: circa 200 film, anche in hd, aggiornati quotidianamente, serie tivù tra cui le ultime quattro puntate di quelle in esclusiva dei canali Mediaset Premium, molti show, documentari, cartoni animati, competizioni sportive, il meglio della programmazione dei canali lineari Mediaset andata in onda negli ultimi sette giorni e poi un canale Grande Fratello Live e un servizio di pellicole a noleggio, una ventina per il momento, al costo di 2,99 euro l’una per 48 ore e disponibili già  in contemporanea all’uscita dei dvd. Il tutto in modalità  streaming on demand, ovvero a richiesta dell’utente.
Alla base di Premium Net Tv c’è una soluzione tecnologica sviluppata da Accenture che permette di accedere al servizio sia sul computer (pc, Mac e notebook) dal sito www.nettv.mediasetpremium.it, a condizione che si abbia una connessione Adsl, sia sul televisore di casa dotato di un decoder digitale terrestre abilitato alla tecnologia Ott Tv (al momento lo è soltanto il modello Ts7900hd di Telesystem). Per vedere contenuti in alta definizione sul web è indispensabile avere una linea di almeno 4,5 megabyte; sul televisore invece non dovrebbero esserci problemi poiché i decoder abilitati al servizio sono dotati di un software che consente di adattare lo streaming alla capacità  di rete disponibile senza che l’utente percepisca alcun indebolimento di segnale.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 415 – marzo 2011