Protagonisti del mese, Scelte del mese

21 marzo 2011 | 11:56

Lapo è tornato

Sulla parete del Centro stile Ferrari c’è una grande scritta su carta: ‘Limitless’, senza limiti. Sotto la scritta c’è un trentenne ipercinetico d’azzurro vestito che sfoglia campionari di pelle, compulsa cataloghi, confronta bozzetti, distribuisce pacche sulle spalle e baci sulle guance a chiunque entri: Lapo Elkann è rientrato in Ferrari. Ma si potrebbe pure dire che è rientrato in famiglia – e per prima cosa ha allestito a Maranello la sua sala giochi. Nel sancta sanctorum del Cavallino, Lapo si occupa di esagerazioni, ovvero della cosa che gli riesce meglio. Da circa un anno è diventato consulente del Centro stile, diretto dal suo amico dei tempi della Fiat Flavio Manzoni. Un rientro apparentemente all’insegna dell’understatement, per testare il feeling reciproco e che ha avuto la sua sanzione pubblica al Salone di Ginevra, dove Lapo era presente al lancio dell’ultimo gioiello Ferrari: la Ff, prima supercar del Cavallino a quattro ruote motrici. A Ginevra, Lapo ha lasciato il proscenio a Luca di Montezemolo, presidente Ferrari, al fratello John, presidente Fiat, a Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat, ad Amedeo Felisa, amministratore delegato Ferrari, e al vice presidente Piero Ferrari. È rimasto un passo indietro, fra i tecnici e gli uomini di prodotto che la Ff l’hanno progettata e costruita. Ma infine sul palcoscenico c’è finito ugualmente. Perché Lapo Elkann è uomo da copertina per definizione e il suo rientro ‘in famiglia’ cinque anni e mezzo dopo l’overdose di cocaina – e la conseguente decisione di Marchionne sul suo allontanamento dalla Fiat – non è solo la rimpatriata del figliol prodigo, ma una scelta che nei prossimi anni potrebbe portare a impegni e responsabilità  molto più forti e molto più grandi. E che già  ora prefigura una corposa ricaduta d’immagine: per la sua visibilità  Lapo, infatti, è naturalmente candidato a riempire il vuoto di italianità  che il nuovo assetto Fiat-Chrysler sta determinando. Con Marchionne sempre più concentrato su Detroit e sulla dimensione globale del gruppo Fiat, e John Elkann impegnato full time nella delicata gestione degli interessi della famiglia azionista, Lapo è l’unico degli Agnelli che può, in qualche modo, difendere il Made in Italy dell’auto. Non è un caso che oltre al ritorno in Ferrari – che del Made in Italy è la massima bandiera nel mondo – il giovane Elkann abbia firmato la 500 Gucci, presentata nello showroom della griffe, a Milano, il 23 febbraio. E come ulteriore conferma suona la sua nomina a presidente del nuovo Museo dell’automobile di Torino, inaugurato alla presenza del presidente Napolitano il 19 marzo, nell’ambito delle celebrazioni del 150esimo dell’Unità  d’Italia.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 415 – marzo 2011