Protagonisti del mese, Scelte del mese

21 marzo 2011 | 12:17

Pubblico giornalismo

Eletto nel 2009 tra i liberaldemocratici al Parlamento europeo, Morten Løkkegaard ha lavorato per oltre dieci anni come giornalista per la televisione nazionale danese. La sua risoluzione, approvata dai deputati europei a settembre, nel corso della plenaria di Strasburgo, è il rapporto più aggiornato del Parlamento contenente proposte e giudizi per il giornalismo di oggi (vedi nei Documenti di Primaonline.it). Contestato e rivisto drasticamente, prima di essere approvato dagli europarlamentari, il rapporto apre il dibattito a livello europeo sulla comunicazione e sulle nuove forme che potrebbe assumere. Tra le proposte c’è l’idea di inserire una maggiore copertura delle notizie europee nel servizio pubblico radiotelevisivo di ogni Paese, di mostrare più attenzione verso i social media – capaci di attirare i più giovani e di permettere una maggiore interazione tra cittadini e politici – e di aumentare i corsi destinati alla formazione dei giornalisti europei.
Ne parliamo con il deputato ed ex giornalista danese.
Prima – Europa e giornalismo, quali sono i problemi più pressanti?
Morten Løkkegaard – È un argomento molto complesso. Il giornalismo non ha problemi soltanto in Europa, ma in tutto il mondo. Semplicemente il modello che conosciamo da anni non sta più funzionando. Da quando c’è Internet le notizie sono diventate qualcosa di gratuito e tutti i modelli tradizionali di business sono crollati. E questo dilemma coinvolge ogni giornalista, ogni quotidiano, rivista o emittente pubblica. Probabilmente in futuro l’unico modo per far sopravvivere un giornalismo di qualità  sarà  quello di farlo finanziare in parte dagli Stati membri e dall’Unione europea. È molto difficile tuttavia dire che cosa succederà  nei prossimi anni. La situazione si sta evolvendo molto velocemente. La domanda che ci facciamo adesso è come riuscire a finanziare un giornalismo valido e affidabile senza comprometterne l’indipendenza.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 415 – marzo 2011