Protagonisti del mese, Scelte del mese

21 marzo 2011 | 12:47

La successione

Prima ancora che la sua Inter vincesse la partita di Champions con il Bayern Monaco, a inizio serata del 15 marzo Gianni Riotta scrive su Twitter: “Ho cambiato il mio profile ;-) ”. Infatti, sul suo nuovo profilo “Ex allenatore dei Blue Lions fa parte del Council on Foreign Relations e del Board di Princeton University. Due figli. Interista”, è sparita la qualifica “direttore del Sole 24 Ore”. Riotta aveva promesso che i primi a sapere le sue decisioni sarebbero stati i suoi follower su Twitter. E lo ha fatto – in spregio anche a tutti i giornalisti che negli ultimi mesi avevano inseguito la notizia manco fosse l’impeachment di Berlusconi per il caso Ruby – conquistandosi dai suoi 22.500 amici twitteriani il titolo di ‘direttore più social’.
Le dimissioni di Riotta in ogni caso diventano un caso e fanno notizia. E molti i segnali di solidarietà , dalla telefonata del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla dichiarazione all’Ansa dell’amico Roberto Saviano, che sbaglia un po’ il tiro e diventa lo spunto per ironie, sbeffeggiamenti e puntualizzazioni. “Mi dispiace molto”, scrive Savaiano, “che Gianni Riotta abbia deciso di lasciare il Sole 24 Ore perché la sua direzione ha realizzato un giornale libero, con al centro la battaglia antimafia che una parte responsabile di Confindustria aveva deciso di combattere. Un giornale che era riuscito a far arrivare ai lettori giovani le argomentazioni spesso non facili dell’economia e della finanza. Il fango insinua che con la direzione Riotta il Sole perdeva copie, la verità  è un’altra e basta vedere i dati reali, in Italia fare il giornalista è un mestiere pericoloso se si vuole essere liberi e senza condizionamenti. La libertà  dei giornalisti è sgradita al potere politico”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 415 – marzo 2011