Editoria, New media

23 marzo 2011 | 11:26

ANSA/ EDITORIA: USA BOCCIANO ACCORDO GOOGLE-EDITORI, INADEGUATO

ANSA/ EDITORIA: USA BOCCIANO ACCORDO GOOGLE-EDITORI, INADEGUATO
‘A MOUNTAIN VIEW VANTAGGI COMPETITIVI’
NEW YORK
(di Serena Di Ronza) (ANSA) – NEW YORK, 22 MAR – L’accordo fra Google e gli editori americani “non è giusto, adeguato o ragionevole”. La giustizia statunitense respinge così l’intesa raggiunta da Mountain View e gli editori, che avrebbe permesso a Google di rendere disponibili milioni di libri online nella biblioteca digitale più grande al mondo. La decisione del giudice Danny Chin, contenuta in 48 pagine, lascia aperta alle parti la possibilità  di presentare un accordo rivisto che protegga in modo migliore i titolari del copyright. L’intesa presentata avrebbe consentito a Google di “sfruttare” i libri senza il permesso dei titolari di copyright, dando a Mountain View un “significativo vantaggio sui competitor, e premiandola per la copiatura di lavori coperti da copyright senza però avere il permesso”. Chin propone una soluzione: permettere ai titolari di copyright la possibilità  di decidere se voler partecipare o meno all’accordo fra Google e gli editori. “Chiedo alle parti di riconsiderare l’accordo in questo senso”. “Dalla digitalizzazione dei libri e dalla creazione di una libreria digitale universale in molti trarrebbero vantaggi”, ma l’accordo con Google “va molto in là ” perché a Google sarebbe garantita la possibilità  di pubblicare senza permesso. Google si dichiara “delusa” dalla decisione del tribunale. “Come molti altri riteniamo l’accordo avesse il potenziale di offrire l’accesso a milioni di libri che sono difficili da trovare negli Stati Uniti oggi” osserva Hillary Ware, uno dei legali di Google. L’accordo raggiunto nel 2008 fra Google e gli editori e gli autori prevedeva che Google pagasse per la creazione di un registro nel quale autori ed editori possano registrare i propri lavori e venire pagati ogni volta che il testo è visionato online. I guadagni sarebbero ripartiti nella misura del 63% agli editori e autori, il restante 37% a Google. (ANSA).
DRZ/ S0A QBXB