Editoria

24 marzo 2011 | 15:36

TV: RICCI, SIAMO FINITI IN MEZZO AD UNA BATTAGLIA EDITORIALE

TV: RICCI, SIAMO FINITI IN MEZZO AD UNA BATTAGLIA EDITORIALE
AUTORE, IN ITALIA C’E’ ANCHE LA MAFIA DEI GIORNALISTI
MILANO
(ANSA) – MILANO, 24 MAR – “Siamo finiti in mezzo ad una battaglia editoriale”. Lo ha detto Antonio Ricci, l’autore di Striscia la Notizia, parlando della battaglia a cui la sua trasmissione e soprattutto le veline sarebbero state sottoposte negli ultimi tempi. Secondo Ricci, in particolare, alla base della battaglia c’e il conflitto del gruppo l’Espresso-la Repubblica contro il Fatto Quotidiano. Proprio per questo oggi Ricci ha distribuito anche un opuscolo tipo fotoromanzo con la storia di Carlo De Benedetti, che, preoccupato per il calo di vendite di Repubblica, chiama Gad Lerner a dirigere il quotidiano. Ricci ha parlato a lungo durante la presentazione del cambio di conduzione di Striscia la Notizia. Da lunedì 28 marzo infatti al posto di Ezio Greggio e Michelle Hunziker arrivano Ficarra e Picone. “L’Italia è un paese sostanzialmente mafioso – ha detto ancora – c’é anche la mafia dei giornalisti, siamo arrivati persino all’Ansa che nel nostro comunicato non ha scritto del Gruppo L’Espresso”. (ANSA).
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MILANO
(ANSA) – MILANO, 24 MAR – “Il fotoromanzo è frutto di uno scoop di Betty Soldati insieme a ‘Oggi’ – ha detto ancora Ricci – E’ il tassello mancante per capire cosa è successo in tv negli ultimi due anni e sui media in generale”. “Se Carlo de Benedetti è un compagno, io non sono più un compagno – ha aggiunto – Ha fatto più danni alla sinistra il Drive in, che era fatto tutto da gente di sinistra o Repubblica che ha appoggiato de Mita?”. “Striscia è stata fatta oggetto di una tale campagna di fango rispetto alla quale il caso Boffo non è nulla – ha aggiunto – E noi abbiamo cercato di resistere passando al contrattacco con la provocazione e la satira, è stata una legittima difesa”. Ricci ha difeso le veline tornando all’attacco dei giornali che usano la doppia morale con le vallette televisive, ma poi riempiono le pagine con pubblicità  che usano l’immagine femminile. “Il Fatto Quotidiano – ha detto – fa opposizione meglio di Repubblica e non usa il corpo delle donne”. Alla domanda se in qualche modo si sente responsabile di aver dato il via a un certo genere di televisione, Ricci ha risposto: ‘Mi sento responsabile di una genialata, se avessi inventato le veline sarei stato Dio, invece sono un vescovo perche’ ho solo dato loro un nome”. Secondo l’autore, di veline e velinoni è piena tutta la televisione. ‘A Sky – ha detto – non c’é una sola giornalista brutta”. “Alle mie figlie dico sempre fate le veline, ma non le giornaliste – ha aggiunto – Le veline so perfettamente come vivono, come vengono trattate, da molte mie amiche giornaliste invece ho sentito racconti di stalking, di mobbing nelle redazioni, da parte di direttori bavosi e dei loro vice”. (ANSA).
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