Comunicazione

29 marzo 2011 | 14:41

RAI: DI PIETRO SCRIVE A FINI E SCHIFANI SU TALK SHOW E REFERENDUM

RAI: DI PIETRO SCRIVE A FINI E SCHIFANI SU TALK SHOW E REFERENDUM

(AGI) – Roma, 29 mar. – Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, oggi ha inviato una lettera ai Presidenti della Camera e del Senato evidenziando l’inammissibilita’ dell’emendamento relativo ai talk show, presentato dalla maggioranza in Commissione Vigilanza, e la conseguente “violazione” della disciplina che riguarda la comunicazione politica in materia referendaria. Nella missiva si fa anche presente la “gravita’” della mancata calendarizzazione della discussione del provvedimento che attua le disposizioni della legge 28/2000 della campagna referendaria.

“Carissimi – scrive Antonio Di Pietro -, gli esponenti della maggioranza parlamentare in Commissione di Vigilanza Rai hanno presentato un emendamento al testo di provvedimento, predisposto dal Presidente Zavoli, per disciplinare l’attuazione della ‘par condicio’ per le prossime elezioni amministrative di maggio che, se approvato, provochera’ il blocco, di fatto, dei talk show e di tutte le trasmissioni di approfondimento giornalistico. Tale emendamento prevede che, ad esclusione dei telegiornali e dei giornali radio, nei programmi di approfondimento giornalistico della Rai, deve essere garantita la partecipazione dei candidati a Sindaco e a Presidente di Provincia, nonche’ delle forze politiche che presentano liste di candidati per l’elezione dei consigli provinciali e dei comuni con popolazione superiore a 40.000 abitanti. Si tratta, a mio parere, – scrive Di Pietro – di un emendamento inammissibile per ragioni di principio e di fatto. Vi e’, innanzitutto, una violazione aperta delle disposizioni previste dalla legge 28/2000 sulla par condicio che fissano per le trasmissioni d’informazione regole diverse da quelle stabilite per le Tribune elettorali. In secondo luogo, pretendere per le trasmissioni d’informazione e di approfondimento giornalistico la stessa rigida regolamentazione prevista per la comunicazione politica entra in conflitto con il principio della liberta’ di espressione e dell’autonomia editoriale garantita ai giornalisti. In via di fatto, se si tiene conto dei candidati Sindaci, dei candidati Presidenti di Provincia e delle forze politiche che presenteranno liste per l’elezione dei Consigli Provinciali e dei Consigli Comunali, a causa dell’alto numero dei soggetti coinvolti, sara’ tecnicamente impossibile garantire loro la partecipazione paritaria alle trasmissioni di approfondimento giornalistico”. (AGI) Ted