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04 aprile 2011 | 16:24

TELECOM: BERNABE’, SU ARGENTINA PRESSIONI PER CEDERE QUOTA

TELECOM: BERNABE’, SU ARGENTINA PRESSIONI PER CEDERE QUOTA
AD TELECOM ITALIA A PM,SOLLECITAZIONI A FAVORE GRUPPO EURNEKIAN
ROMA
(ANSA) – ROMA, 4 APR – “Nel caso dell’Argentina ci sono state effettivamente delle pressioni per la cessione della quota di proprietà  Telecom. La vicenda è stata effettivamente strana”. E’ uno dei passaggi del verbale di audizione del primo ottobre data in cui venne ascoltato, in qualità  di teste, l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Berbabé, dal procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo. Il numero uno di Telecom venne convocato a piazzale Clodio come persona informata sui fatti in relazione all’indagine sul maxi-riciclaggio di 2 miliardi di euro tramite truffe telefoniche. “Quando sono arrivato in azienda – ha dichiarato Bernabè, che è a.d. di Telecom dal 2007 – mi sono trovato davanti ad un contratto che prevedeva una call, una opzione di acquisto, che ci consentiva di ottenere la maggioranza della società  (Telecom Argentina). Alla fine del 2007, verificata la convenienza dell’operazione, chiedo di esercitare l’opzione ed acquisire la maggioranza. A quel punto succede il finimondo e su sollecitazione del partner argentino, la famiglia Wertheim, viene attivato un contenzioso in cui il governo argentino tramite la sua autorità  antitrust, impone di vendere la partecipazione in quanto Telecom Italia è partecipata da Telefonica anch’essa presente sul mercato argentino”. Bernabé prosegue e spiega che “da parte nostra contestiamo le determinazioni dell’autorità  amministrativa rivolgendoci alla magistratura argentina che ci dà  ragione, in più giudizi. La situazione si conclude con una sostanziale rinegoziazione della call che ci permetterà  di consolidare Telecom Argentina. In tutto il periodo in cui si è svolta la vicenda, comunque, abbiamo ricevuto pressioni per cedere la partecipazione, in particolare al gruppo Eurnekian-Gutierrez. Vi erano altri gruppi interessati tra i quali ricordo il gruppo Clarin”. Su questa vicenda la Procura capitolina ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati né ipotesi di reato.(ANSA)
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