Comunicazione

07 aprile 2011 | 9:34

Rai/Corte Appello respinge ricorso Masi su Santoro

Rai/ Corte Appello respinge ricorso Masi su Santoro
No alla sospensione delle esecutività  della sentenza a suo favore

Roma, 7 apr. (TMNews) – La Corte d’Appello di Roma ha respinto perchè “inamissibile” il ricorso presentato dalla Direzione Generale della Rai per chiedere la sospensiva della esecuzione della sentenza di secondo grado fino al giudizio della Cassazione, che aveva ordinato la riammissione in onda di Michele Santoro in Rai alla direzione di uno spazio autonomo di approfondimento informativo in prima serata. La sentenza è stata notificata oggi agli avvocati Domenico e Giovanni D’Amati, legali dell’anchorman.

La Corte d’Appello di Roma, Sezione Lavoro, Presidente Ermanno Cambria, Relatore Donatella Casablanca, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Rai per ottenere la sospensione dell’esecuzione della sentenza pronunciata nel settembre 2009 con la quale era stato confermato il diritto di Michele Santoro, già  riconosciuto dal Tribunale, di lavorare come realizzatore e conduttore di programmi di approfondimento dell’informazione destinati al pubblico di prima serata.

La Rai aveva motivato la sua richiesta sostenendo che vi era pericolo di un intervento sanzionatorio dell’Agcom per i contenuti di alcune recenti puntate di Annozero. La Corte ha rilevato che il pregiudizio paventato dalla Rai non si pone quale conseguenza diretta delle statuizioni di condanna contenute nella sentenza, che hanno del resto avuto continua esecuzione sin dall’emanazione della decisione di primo grado senza che si siano verificati pregiudizi oggi lamentati dalla Rai.

Spetta alla Rai, ha affermato la Corte nella sua ordinanza, esercitare un’attività  di controllo compatibile con l’elevatezza delle mansioni esercitate e con il contenuto intellettuale e creativo dell’attività  giornalistica. Nella discussione che ha preceduto l’emanazione del provvedimento, il legale di Michele Santoro, l’avvocato Domenico d’Amati, aveva ricordato, tra l’altro, l’episodio verificatosi il 27 gennaio 2011, allorché di direttore generale Masi, dopo avere espresso il suo dissenso sui contenuti della trasmissione, aveva dichiarato di non volerne impedire la messa in onda.

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