Comunicazione

08 aprile 2011 | 13:49

RAI: VESPA,ECCO PERCHE’ MI SONO INFURIATO A ‘CENTOCINQUANTA’

RAI: VESPA,ECCO PERCHE’ MI SONO INFURIATO A ‘CENTOCINQUANTA’
GRAVE ERRORE SOLO SANTORO A RAPPRESENTARE GIORNALISMO AZIENDA
ROMA
(ANSA) – ROMA, 8 APR – “Nessun abbandono del programma”, ma “solo un tardivo ritorno alle regole”: così Bruno Vespa spiega in una nota i motivi del suo comportamento mercoledì sera all’ultima puntata di Centocinquanta, il programma condotto con Pippo Baudo e dedicato all’anniversario dell’unità  d’Italia, sottolineando di essersi “infuriato” perché, per incarnare la storia del giornalismo Rai, era stata scelta solo l’immagine di Michele Santoro, dimenticando nomi come “Sergio Zavoli, Piero Angela, Tito Stagno, Paolo Frajese”. L’episodio é stato ricostruito oggi in un articolo del Corriere della Sera. “Non ero stato informato dei volti storici della Rai – precisa oggi Vespa in una nota – che sarebbero stati proiettati alla fine del programma e trattandosi di casa nostra la scelta era ovviamente delicata. Quando ho visto che la storia del giornalismo Rai era incarnata dal solo Michele Santoro l’ho considerato un gravissimo errore prima che una stupida provocazione, non nei miei confronti, visto che ero in studio, quanto degli assenti e della stessa Rai. Non ho mai lesinato a Santoro complimenti professionali pur dissentendo radicalmente da tante sue scelte, ma la storia del giornalismo in Rai è fatta anche – per fare solo qualche esempio – da Sergio Zavoli, Piero Angela, Tito Stagno, Paolo Frajese. Se Santoro fosse stato inserito in quel gruppo, non avrei avuto nulla da obiettare. Per questo mi sono infuriato”. “E poiché avevamo già  largamente sforato e trovavo ridicolo che dopo la conclusione prevista con la banda del Carabinieri fosse stato inserito a mia insaputa un altro pezzo dell’ottimo Edoardo Bennato, ho deciso di chiudere la trasmissione. Nessun abbandono del programma, dunque – conclude Vespa – ma solo un tardivo ritorno alle regole”.
MAJ/ S0A QBXB