Televisione

11 aprile 2011 | 16:35

RAI: CGIL, DATI AGCOM ‘GIUSTIFICANO’ ACCANIMENTO SU TALK SHOW

RAI: CGIL, DATI AGCOM ‘GIUSTIFICANO’ ACCANIMENTO SU TALK SHOW
(AGI) – Roma, 11 apr. – “Il continuo accanirsi contro i talk show della Rai si ‘giustifica’ alla luce dei dati dell’Autorita’ per le Comunicazioni e nei suoi pronunciamenti che volutamente si fatica a rendere noti e che vengono ignorati”. Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, commentando i dati dell’Agcom sulle presente tv dela politica, dai quali emerge – a suo dire – “una sproporzione gia’ oggi ampiamente evidente nel tempo di antenna fra i soggetti politici ed istituzionali: molto piu’ ampia nei Tg (in Rai di circa 2/3 e 1/3 fra maggioranza e opposizione e ancora piu’ alta in Mediaset) solo in parte riequilibrata dagli altri programmi”. E’ su questo aspetto che, secondo il sindacalista, “si vuole adesso operare, in modo inaccettabile, verso una informazione ancor piu’ marcatamente di parte di quella attuale. Ma non basta. Se si guardasse anche al tempo concesso al pluralismo sociale in televisione si scoprirebbe che nei Tg i sindacati e le associazioni di categoria (piu’ di 40 organizzazioni) hanno a disposizione tra l’1,06 per cento e l’1,88 del tempo totale di trasmissione, cioe’ qualche secondo al giorno per organizzazione”. Per Fammoni “e’ evidente che le cose non funzionano, ma nel senso opposto a quello con cui si vuole intervenire. A questo si aggiunge la qualita’ delle informazioni. Parlo per esperienza del lavoro: delle cose che non si dicono e di quelle che vengono raccontate in modo distorto o di parte come realta’ dei fatti. Ci sono precisi richiami da parte dell’Autorita’ per le Comunicazioni su questo stato di cose. Cosa si intenda fare?”. Per Fammoni, “se non se ne tiene conto, si mette in discussione l’autorita’ della commissione ed anche questo non e’ accettabile in uno stato di diritto. Ma poiche’ e’ evidente che si va in questa direzione e’ necessario chiamare in causa anche le autorita’ europee, rispetto alla verifica e al rispetto delle regole e contemporaneamente contribuire a produrre norme europee contro ogni forma di abuso e conflitto di interessi. La norma che da’ ai cittadini la possibilita’ di una proposta di legge di iniziativa popolare a livello europeo e’ un nuovo e importante strumento che dall’Italia – conclude Fammoni – si puo’ proporre a tutte le associazioni che si occupano di libera informazione in Europa”. (AGI) Vic