Editoria

12 aprile 2011 | 10:24

LIBRI: 100 NOMI DI DONNE E 100 PAROLE PER L’ULTIMO VOLUME DELLA ARMENI

LIBRI: 100 NOMI DI DONNE E 100 PAROLE PER L’ULTIMO VOLUME DELLA ARMENI

ROMA (ITALPRESS) – Cento nomi di grandi donne appartenenti al mondo dello spettacolo, del giornalismo, della politica, cento parole e una giornalista a coordinare tutto il lavoro: cosi’ nasce il dizionario, tutto femminile, per scoprire il mondo femminile, la sua evoluzione, dagli anni del femminismo ad oggi. Tutto questo e “Parola di donna”, edito da Ponte alle Grazie, ultima opera di Ritanna Armeni che lo ha presentato presso la libreria Arion di Palazzo delle Esposizioni a Roma accompagnata da Isabella Rauti, consigliere della Regione Lazio e membro dell’ufficio di Presidenza, una delle cento donne che hanno partecipato.
“Non e’ stato un lavoro particolarmente impegnativo – ha spiegato l’autrice -. E’ stata una cosa molto bella, gradevole e nessuna delle donne che ho coinvolto mi ha detto di no. Questo non e’ un libro femminista, ma possono ritrovarsi molte femministe del passato e anche molti uomini che voglio capire di piu’ del nostro mondo. Se tutte hanno voluto scrivere e si sono volute cimentare in questa avventura qualcosa vorra’ pure dire. Significa che c’e’ una straordinaria compattezza femminile. E aggiungo che se il mondo negli ultimi 40 anni e’ cambiato lo deve al fatto che sono cambiate le donne”.
(ITALPRESS) – (SEGUE).
mac/abr/red 12-Apr-11 10:39

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Isabella Rauti, che femminista non lo e’ mai stata, come ha confessato, si e’ cimentata nello scrivere un suo pezzo partendo dalla parola “pregiudizio”. Il suo brano parte dall’esperienza personale dell’arresto del padre, quando lei era poco piu’ che bambina, per raccontare cosa significa la parola, lei figlia di uno dei politici piu’ in vista degli anni 70 e 80 e moglie dell’attuale Sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “Questo e’ un dizionario di concetto che prima va sfogliato e poi letto – ha detto la Rauti, spiegando il perche’ ha voluto partecipare -. E’ una narrazione corale che ricostruisce il passaggio del tempo dal femminismo ad oggi. Ne e’ venuto fuori un risultato efficace ed intelligente, una ricostruzione equilibrata e complessa della realta’ femminile”. Poi spiega il perche’ della scelta della parola pregiudizio: “Sono partita da un’esperienza personale perche’ il pregiudizio l’ho conosciuto. La parola si spiega da sola, e’ un giudizio precoce, immaturo, infondato che fa da barriera e impedisce una conoscenza vera”. Il libro arriva in un momento delicato per il mondo femminile al centro delle cronache per il “bunga bunga”: “Negli ultimi mesi abbiamo ripreso vivacita’ sulla scia del gossip degli ultimi mesi e di quella manifestazione, ‘Se non ora quando’, a cui personalmente non ho partecipato, ma me ne sono occupata attraverso altre iniziative – ha concluso la Rauti -. Io non sono qui a fare la difesa d’ufficio del presidente Berlusconi, ma credo che tutta la vicenda abbia fatto emergere una parte, minoritaria, dell’Italia alla ricerca della scorciatoia. C’e’ stata una strumentalizzazione della vicenda, si dovrebbe pensare piu’ al progetto politico che alla vita privata e pensare che ci sono questioni irrisolte dell’universo femminile”.
(ITALPRESS).
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