Editoria

13 aprile 2011 | 11:47

Libri/ A 150 anni dalla Guerra civile Usa: la battaglia sui mari

Libri/ A 150 anni dalla Guerra civile Usa: la battaglia sui mari

La storia del corsaro sudista Semmes, “il falco degli oceani”

Milano, 13 apr. (TMNews) – A 150 anni dalla battaglia di Fort Sumter, che il 12 aprile 1861 dette inizio alla Guerra di secessione statunitense, il settimanale Time va in edicola con una copertina che ritrae Abraham Lincoln in lacrime davanti al titolo: “Perché stiamo ancora combattendo la guerra civile”. Il sottotitolo è ancora più esplicito: “La battaglia senza fine sulle vere origini della guerra civile avrebbe fatto piangere Lincoln”. Il 12 aprile 1861 con l’attacco dei Confederati a Fort Sumter, nella Carolina del Sud, si apriva la guerra civile americana che per quattro anni avrebbe opposto sul terreno e sui mari le truppe di Lincoln a quelle degli stati secessionisti del Sud. Sulle pagine della Guerra di secessione, che ha provocato 625mila vittime statunitensi (più delle ultime due guerre mondiali insieme) ha indagato Donatello Bellomo per il suo romanzo “Undici lettere all’ammiraglio” (Mursia), in cui rivive la straordinaria figura di Raphael Semmes, ammiraglio confederato che al comando del Sumter e dell’Alabama ingaggiò le navi commerciali unioniste su tutti gli oceani: dal Cile al Brasile, dalla Malacca all’India, dal Sudafrica alla Spagna sino allo scontro finale nel Canale della Manica contro il Kearsage del capitano nordista Winslow. La guerra ai confini del mare condotta da Semmes si intreccia con una controversa storia d’amore – quella tra “il falco degli oceani” e la possidente inglese Louise Tremlett, – dando vita a un racconto dalla fibre robuste che conduce il lettore dietro le quinte dello scontro tra Unionisti e Confederati. Una guerra dove le ragioni economiche pesavano più delle nobili motivazioni abolizioniste: “un pretesto” persino per Lincoln che Bellomo, rispolverando alcuni discorsi ufficiali, ci svela indifferente al destino degli schiavi neri ma pronto a usare le loro ragioni per infiammare il Nord. Colpisce particolarmente in questo romanzo – basato su una solida documentazione storica – l’epopea dei vinti confederati ed è impossibile non notare coincidenze con la storia italiana.
Nel 1861 – mentre nasceva l’Italia unita e si apriva la difficile stagione della guerra al brigantaggio del Sud che sarebbe costata centinaia di migliaia di morti in nome dell’unificazione – gli Stati Uniti si laceravano in una guerra fratricida con un gravissimo tributo di morti e di danni che avrebbero messo in ginocchio gli Stati del Sud. E ancora: se il Risorgimento italiano fu segnato dalle gesta del capitano Garibaldi, uomo di mare prima di essere generale e stratega, la Guerra civile americana ebbe in Semmes il suo eroe. Dopo 83 navi nemiche conquistate, venne accusato di aver condotto una guerra non da corsaro ma da pirata. Per questo fu processato e poi liberato grazie alle testimonianze dei comandanti che aveva sconfitto. “Undici lettere all’ammiraglio” contrappone le regole della marina agli orrori della guerra nelle trincee, l’amore e l’onore contro il cinismo della ragione politica, in una trama che trascina il lettore tra battaglie navali mozzafiato e uomini di mare dal profilo indimenticabile.

Red/Gfp

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