Protagonisti del mese, Scelte del mese

19 aprile 2011 | 11:55

A cavallo del futuro

Che fine farà  il nostro amato libro? E soprattutto che fine faranno gli editori? Il loro è per sua natura un mestiere strabico: un occhio rivolto al passato, a quell’immenso serbatoio che definiamo conoscenza, e l’altro fisso sul futuro, perché in fondo ogni nuovo libro è una scommessa sulla buona accoglienza che i lettori gli riserveranno.
Con l’irruzione delle nuove tecnologie molte delle tradizionali pratiche dell’editoria hanno già  subito una violenta accelerata (la negoziazione dei diritti, ormai rapidissima e globale, è un esempio lampante). E da quando sulla scena è comparso l’ebook, cioè il libro digitale che elimina carta e stampa e rivoluziona il processo di distribuzione e di vendita, l’eccitazione è salita alle stelle. Ma se negli Stati Uniti l’ebook ha una quota di mercato vicina al 10%, secondo le ultime stime in Italia copre un misero 0,7% (e nel resto d’Europa non è molto diverso). Intanto negli ultimi due anni si sono moltiplicati i pareri degli esperti sui media, sono stati organizzati innumerevoli convegni e tavole rotonde, sono uscite decine di libri sulla trasformazione digitale dell’editoria, amplificandone enormemente la percezione prima ancora che un solo ebook di produzione italiana venisse messo in vendita.
Un paradosso? Albert Einstein, che, sul futuro veniva spesso interrogato, liquidò la questione con una battuta fulminea: “Non penso mai al futuro. Arriva così presto”. Lo stesso potrebbero dire oggi gli editori, perché se l’essenza del loro mestiere non cambia, come tutti i mezzi di comunicazione di massa anche il libro è istantaneamente toccato da ogni innovazione tecnologica. Tanto più che i maggiori protagonisti del mondo digitale, da Google ad Amazon, hanno subito terremotato l’editoria su punti cruciali come il diritto d’autore e il prezzo dei libri.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 416 – aprile 2011