Protagonisti del mese, Scelte del mese

19 aprile 2011 | 12:40

Non si può stare fermi

“L’anno scorso abbiamo acquisito 1.200 nuovi clienti”, dice Raimondo Zanaboni, ad di Rcs Pubblicità , che può vantare risultati superiori al mercato. Un piccolo miracolo “grazie alla nuova offerta digitale e alla perfetta integrazione con l’editore”. Un risultato netto di 7,2 milioni di euro contro una perdita di quasi 130 milioni nel 2009; ricavi consolidati di 2 miliardi 255,3 milioni, 48,9 milioni in più rispetto all’esercizio precedente; un ebitda post oneri e proventi non ricorrenti che si attesta a 197,8 milioni rispetto ai 35,7 milioni del 2009: sono i risultati del bilancio 2010, che i soci di Rcs MediaGroup sono chiamati ad approvare nell’assemblea in programma per il 28 e 29 aprile.
Su questi dati ha inciso positivamente la raccolta pubblicitaria, arrivata a 759 milioni, cioè 49,9 milioni in più del 2009 con un contributo notevole, soprattutto nell’area quotidiani, da parte della pubblicità  on line, che dimostra come il digitale sia un settore sempre più strategico per il gruppo, che ha appena ingaggiato Alceo Rapagna, un ingegnere partner di McKinsey con 13 anni di esperienza nel campo del marketing e dei prodotti di largo consumo, con l’incarico di chief digital officer del gruppo (vedi ritratto a pag. 126).
“Nel 2010, direi che è stato notevole fare il +4% con la nostra offerta di sistema, stampa e web, in un contesto in cui il tasso della carta stampata è stato del -1,5%”, dice Raimondo Zanaboni, l’amministratore delegato di Rcs Pubblicità , concessionaria del gruppo. “Abbiamo fatto bene sui quotidiani, dove anche al netto dell’apporto dell’on line realizziamo un buon +1,7% sulla pubblicità  nazionale, con il dato complessivo del mercato che è stato negativo per il 3,6%. Sui periodici, che hanno avuto complessivamente un decremento ancora maggiore, abbiamo fatto pari con il 2009. E poi abbiamo avuto buoni risultati anche sulla locale, ma su questo fronte sviluppiamo ancora volumi abbastanza contenuti. Dulcis in fundo, citerei il +40% del web, in un comparto che è molto vivace, ma che complessivamente è cresciuto del 20%. Tutto questo si è tradotto in un punto in più di quota di mercato su quotidiani e periodici e in due punti in più guadagnati sul web”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 416 – aprile 2011