Comunicazione

03 maggio 2011 | 12:46

Editoria/ Sallusti: Corriere della sera non è super partes

Editoria/ Sallusti: Corriere della sera non è super partes

Roma, 3 mag. (TMNews) – “Il Corriere non può essere ciò che non è, ossia imparziale. Ha una proprietà  ben definita e interessi forti da difendere. Può essere super partes nella forma, ma certo non nella sostanza”. Lo dice Alessandro Sallusti in una intervista pubblicata sul numero di maggio del mensile free press Pocket. “Il Corriere della Sera – spiega il direttore del Giornale – che si pone come ‘terzo polo’ è un`espressione massima di ipocrisia, e lo dico io che a quel giornale voglio bene, avendoci lavorato. La verità  è che se vieni da un giornale di sinistra puoi ambire alla direzione del Corriere, se vieni da centrodestra no. Questo la dice lunga su dove sta davvero la dittatura nel campo dell`informazione”.

“Berlusconi – assicura Sallusti – non ha mai tentato di darmi ordini, cosa che invece avevano fatti altri editori con cui ho lavorato. Al limite può proporre scenari e fornire consigli, che peraltro possono tornare utili. La dimostrazione che non è padre padrone, ma un editore liberale, la si ha guardando la tv: programmi come Le Iene, Striscia la Notizia, Zelig sono tutt`altro che teneri nei suoi confronti. Non è che devo sostenere Berlusconi perché lavoro per lui, ma l`esatto contrario: lavoro per lui proprio perché mi trovo in sintonia con le sue idee”. Sallusti parla del rapporto tra politica e informazione. “Sono i giornali a dettare l`agenda politica.
Quotidiani come la Repubblica e il Fatto da una parte e il Giornale o Libero dall`altra hanno messo al centro dell`attenzione vicende che sono poi diventate motivo di scontro o dibattito politico”. Quanto all`editore puro, “non esiste. Ci sono editori che inizialmente non fanno parte del sistema, ma finiscono per raggiungere una posizione di forza tale da divenire ingranaggi trainanti del sistema. Anche chi sulla carta è indipendente da poteri economici, politici o di qualsiasi tipo, ha idee, visioni, interessi che lo condizionano”.

“Il pubblico dimostra di gradire Santoro e Travaglio, quindi vuol dire che sono bravi”, osserva Sallusti. “Ma la stima – precisa – è un`altra cosa. Travaglio è sicuramente un giornalista capace, ma ha una faziosità  talmente esasperata, una demagogia, un modo di attaccare sul piano personale che non può farmelo apprezzare fino in fondo”. Sallusti parla anche di altri giornalisti televisivi: “Ferrara è bravo a farsi capire spiegando con chiarezza l`argomento del giorno. Vespa ha le sue idee che possono anche trasparire, ma non usa trucchi per indirizzare la trasmissione. Floris è bravissimo, ma conduce in modo tale da essere lui a tracciare la linea di Ballarò. Da questo punto di vista Vespa è più democratico. Minzolini non si discosta molto dai suoi predecessori nel fare un tg istituzionale, che non credo valga meno o sia meno credibile di quello di Riotta”.

Red/Luc

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