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03 maggio 2011 | 12:58

BIN LADEN: DESCRIVE BLITZ IN DIRETTA SU TWITTER, E’ STAR WEB

BIN LADEN: DESCRIVE BLITZ IN DIRETTA SU TWITTER, E’ STAR WEB
MA ATHAR L’INFORMATICO VUOLE SOLO ESSERE LASCIATO IN PACE
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(ANSA-AFP) – ISLAMABAD, 3 MAG – “Bin Laden è morto. Non l’ho ammazzato io. Ora fatemi dormire”. Vuole essere lasciato in pace Sohaib Athar, consulente informatico di 33 anni venuto ad Abbottabad in cerca di un po’ di tranquillità , e diventato suo malgrado autore di uno dei “twitts” più celebri del pianeta. Athar infatti, senza saperlo, ha commentato in diretta il blitz che ha portato all’uccisione del capo di Al Qaida, trasformandosi così in una star del web. L’account di Athar su Twitter è stato seguito da circa 90mila persone, gli sono piovute addosso richieste di interviste da tv e giornali del mondo intero, ed il suo blog è stato attaccato dagli hacker. Ma lui, che non ha alcuna voglia di restare sotto la luce della ribalta, ha ignorato la maggior parte delle richieste avanzate dai media. “Sono seduto e connesso. L’elettricità  non è sempre attiva, e le guerre non sono scomparse. Il mondo non è cambiato”, scrive oggi in un messaggio. Tutto era cominciato con qualche parola su Twitter nella notte tra domenica e lunedì: “Un elicottero sorvola Abbottabad all’una del mattino, (é raro)”, e seguito dal commento ironico “vattene elicottero prima che tiri fuori il mio acchiappamosche gigante”. E poi ancora: “Un’enorme finestra è esplosa qui vicino, nel quartiere militare di Abbottabad. Spero che non sia l’inizio di qualcosa che si mette male”, scrive sotto il nome di “ReallyVirtual”. “Tutto è silenzioso dopo l’esplosione ma un amico l’ha sentita a 6 chilometri di distanza. L’elicottero se ne è andato”, aggiunge poco più tardi. “Si dirà  che il mio acchiappamosche gigante ha funzionato”, scherza ancora facendo un collegamento con un articolo su un incidente d’elicottero. Poi Athar comincia ad avere dei dubbi sulla faccenda: “alcune persone che sono in linea in questo momento dicono che uno degli elicotteri non è pachistano”. “E’ buffo. Ritirarmi ad Abbottabad faceva parte della mia strategia di calma e sicurezza”, ironizza. Poi riflette: “Poiché i Talebani probabilmente non hanno elicotteri e dato che mi dicono che non si tratta dei nostri, la situazione deve essere proprio storta”. Poco più tardi, uno dei lettori di Sohaib Athar collega gli avvenimenti descritti su Twitter all’annuncio di una conferenza stampa eccezionale del presidente degli Stati Uniti: “Credo che l’elicottero caduto ed Abbottabad in Pakistan e l’annuncio della conferenza stampa di Barack Obama abbiano qualcosa a che fare l’una con l’altra”, scrive. E’ così che il consulente informatico si rende conto di essere stato il primo a parlare di quell’evento planetario senza avere la benché minima idea della sua importanza. “Osama Bin Laden ucciso ad Abbottabad in Pakistan. L’Isi (il servizio di informazioni pakistano, ndr) l’ha confermato. Oh la la, parlatemi dei vicini”, scherza. “Ops, ora sono quello che ha parlato in un blog in diretta del raid contro Osama Bin Laden!”, chiude. (ANSA-AFP).
AN/ R0A QBXB