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05 maggio 2011 | 11:04

Turchia/ Da agosto nuovi filtri internet, scoppia protesta -focus

Turchia/ Da agosto nuovi filtri internet, scoppia protesta -focus
Contenuti selezionati da autorità  per le comunicazioni

Istanbul, 5 mag. (TMNews) – Bufera in Turchia sulla decisione dell’Authority per l’informazione e la comunicazione tecnologica (Btk) che ha stabilito che dal prossimo 22 agosto, per connettersi a internet, sarà  necessario scegliere fra quattro filtri (bambini, famiglia, nazionale, standard) i quali daranno accesso solo a contenuti selezionati dall’authority. Le liste dei contenuti verrano elaborate dala Btk nei prossimi giorni, ma non rese pubbliche. La decisione, che solleva le critiche feroci degli addetti ai lavori e della società  civile, risale al mese di febbraio ma solo questa settimana è arrivata la data in cui entrerà  in vigore. “Le autorità  turche – ha detto a Hurriyet Orhan Erinc, presidente dell’Ordine dei giornalisti turchi – stanno vedendo come possono limitare la libertà  su internet, anziché promuoverla”. Una mentalità  – secondo Erinc,- che non è cambiata in oltre 30 anni, dagli inizi della tv e della radio. Il portale Bianet.org ha fatto ricorso al Consiglio di Stato turco, affermando che la legislazione in vigore non dà  all’authority i poteri di prendere una tale decisione, che rappresenta inoltre una violazione della Costituzione. Il sito internet Inci Sozluk ha annunciato che farà  appello alla Corte europea dei diritti dell’uomo se non riuscirà  a bloccare il provvedimento attraverso la giustizia turca. E per Erinc la decisione è contraria alla Dichiarazione universale Onu sui diritti umani e alla Convenzione europea sui diritti umani, firmate entrambe dalla Turchia.
(segue)
Turchia/ Da agosto nuovi filtri internet, scoppia… focus -2-
Per esperti decisione illegittima

Istanbul, 5 mag. (TMNews) – Ma anche gli esperti di legge nutrono seri dubbi. Yaman Akdeniz, attivista dei diritti nel virtuale e professore di diritto all’Università  Bilgi di Istanbul ha detto sempre a Hurriyet: “La decisione della Btk è priva di fondamenti legali” aggiungendo che l’authority non è nemmeno autorizzata a prendere provvedimenti del genere. C’è poi anche chi è scettico anche sull’applicazione della normativa. Kerem Altinparmak, esperto di diritti umani, durante un’intervista con la Ntv ha detto: “Poniamo che in una famiglia ci siano persone fra gli 8 e i 60 anni e che in casa ci sia un solo computer. Che pacchetto dovrebbero scegliere?”. Intanto per Btk, l’autohority controllata dal governo islamico moderato, le accuse al sistema di filtri sono “scarsamente documentate” e le critiche “politicamente motivate” dalla campagna elettorale per il voto politico del prossimo 12 giugno. Piuttosto il provvedimento garantisce maggiore sicurezza nell’accedere ai contenuti della rete. Tayfun Acarer, presidente della Btk, ha spiegato che sistemi analoghi sono in uso anche in alcuni Paesi europei, fra cui Gran Bretagna e Germania e che il filtro “standard” differisce in minima dose dai siti consultabili al momento. “Com’è possibile che la nostra decisione venga manipolata in questo modo? Se avessimo chiesto a tutti di scegliere il pacchetto per i bambini avrei dato ragione alle critiche”. Acarer ha poi aggiunto che la scelta del pacchetto dipenderà  dall’utente, sarà  quindi il privato cittadino a scegliere di che filtro avvalersi. Il dibattito sui filtri si è acceso dopo che il direttorato per le telecomunicazioni (Tib) ha inviato alle società  internet una lista di 138 parole, chiedendo di bandire i siti che le contengono nel nome del dominio. La misura, secondo il Tib, sarebeb stata presa per evitare l’esposizione dei bambini a contenuti pericolis, ma per gli esperti è illegale. La richiesta è stata perciò ritirata.In Turchia è proibito l’accesso a migliaia di siti e il paese è tra quelli “sotto sorveglianza” nell’ultimo rapporto di Reporters without Borders sui nemici di internet. Il sito di condivisione audio-video youtube è stato bandito per oltre tre anni, perché conteneva video oltraggiosi nei confronti di Mustafa Kemal Ataturk, fondatore dello stato laico.

mao

051137 mag 11