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18 maggio 2011 | 15:46

SHOAH: MELONI, ANTISEMITISMO VA COMBATTUTO ANCHE SU INTERNET

SHOAH: MELONI, ANTISEMITISMO VA COMBATTUTO ANCHE SU INTERNET
MINISTRO A COMMISSIONE CAMERA, CONOSCENZA PER COMBATTERE ODIO
ROMA
(ANSA) – ROMA, 18 MAG – “Negli anni Duemila la difesa della Storia non può fare a meno di social network e piattaforme di condivisione, come YouTube: se il nemico le trasforma in armi di offesa, occorre trasformarli anche in armi di difesa, nella consapevolezza che siamo di più e abbiamo ragione. Più che armare difficili nuovi mezzi di censura, lavorerei per promuovere un esercito di giovani divulgatori e operatori di pace on line”. Lo ha detto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, in un’audizione davanti al Comitato di indagine sull’antisemitismo (Commissioni riunite I e III) della Camera dei deputati, che ha iniziato citando Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. “Io credo – ha detto Meloni – che la conoscenza sia la chiave per combattere l’odio razziale in generale e di conseguenza anche l’antisemitismo”. “Quando parlo di conoscenza intendo due aspetti diversi: quello della memoria e quello dell’incontro con l’altro. Occorre cioé ricordare e conoscere quel che è accaduto in passato perché non ritorni. Occorre confrontarsi e vivere esperienze comuni con altri popoli per scoprire che spesso quel che unisce é molto più importante di quel che divide e che in ogni caso il confronto non deve spaventare. Su questi due aspetti abbiamo lavorato – ha aggiunto Meloni – non solo come ministero della Gioventù, ma come governo. E sapete bene quanto il governo Berlusconi sia sensibile a questo tema”. Ricordando le tante iniziative svolte nelle scuole e per il Giorno della Memoria, Meloni ha detto che come ministero della Gioventù, il 27 gennaio “abbiamo scelto di essere presenti in alcune scuole, insieme alle associazioni ebraiche italiane con progetti e manifestazioni capaci di coinvolgere anche i ragazzi più giovani in maniera un po’ originale. Sono particolarmente legata ad un esperimento che stiamo ripetendo negli ultimi anni e che segue la filosofia che caratterizza molte delle nostre iniziative: promuovere il bene, raccontare ai ragazzi non solo quanto profondo possa essere il male, ma quanto grande possa essere il Bene promosso da uomini e donne che, trovandosi a vivere tempi terribili, non si sono arresi al male e hanno agito da eroi”. (ANSA).
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