All’Unità  aria di cambiamenti

Non c’è pace per L’Unità , testata storica su cui proprio la Storia sembra pesare come un mantello di marmo. Sono settimane che, dentro e fuori il quotidiano una volta organo del Partito comunista, si dà  in uscita il direttore Concita De Gregorio. Il contratto che la lega all’editore Soru è in scadenza, lei sembra piuttosto afflitta e stanca dalla battaglia giornaliera che deve combattere per frenare l’emorragia di copie, lo scontento dei politici di riferimento, il mugugno della redazione che tra l’altro le rimprovera una presenza sempre meno assidua al posto di comando. Scalpore ha fatto, tra l’altro, la sua uscita dal giornale alle 8,30 della sera del 15 maggio, giorno in cui i risultati delle elezioni amministrative avevano preso a inondare le agenzie, le televisioni e la Rete. Per non parlare del fatto che sembra che la direttora sia intenzionata a prendersi un mese di sosta per scrivere il suo prossimo libro.
Parallelamente c’è un gran parlare di chi dovrebbe prendere il suo posto, a partire da Claudio Sardo, cinquantaduenne faentino a Roma dall’età  di due anni, cronista politico del Messaggero   (in precedenza aveva lavorato per 18 anni al Mattino), segretario della stampa parlamentare, autore di un libro intervista a Pier Luigi Bersani e ritenuto vicino anche a Massimo D’Alema. Il suo nome è uscito da una rosa di possibili candidati, di cui fanno parte Lucia Annunziata, Federico Geremicca, Antonio Polito e Aldo Cazzullo.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 417 – maggio 2011

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