Protagonisti del mese, Scelte del mese

20 maggio 2011 | 11:31

Uno scambio utile

L’epoca delle sponsorizzazioni è finita, dice Mara Garbellini, nuova fundraising del Fai: “Alle aziende chiediamo di instaurare con noi una partnership fondata su principi e valori comuni per realizzare progetti a loro misura e di lungo termine”. La prima cosa che dice di sé è di essere “una montanara”. E di chi è nato tra le montagne ha la tenacia e una calma invidiabile, qualità  utili per affrontare il nuovo compito che è stata chiamata a svolgere. Mara Garbellini, 48 anni, valtellinese di Tirano (Sondrio), sposata e con un figlio di 12 anni, è la nuova fundraising del Fai.
L’incarico arriva in una fase cruciale per il Fondo ambiente italiano, nato nel 1975 per volontà  di Giulia Maria Mozzoni Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio artistico e naturalistico italiano. Oggi, a 36 anni di distanza, molto è cambiato. Attorno a quell’idea, e alla visione che l’ha sostenuta, il Fai è cresciuto a grandi passi. Nella partecipazione, come dimostra il record di 500mila visitatori alla Giornata di primavera del 26 e 27 marzo di quest’anno, ma anche nell’organizzazione. Da due anni Giulia Maria Mozzoni Crespi, che ha mantenuto l’incarico di presidente onorario, ha lasciato il timone a Ilaria Borletti Buitoni, presidente dallo spiccato senso manageriale ed esponente di una storica famiglia imprenditoriale lombarda. Nello stesso periodo è stato nominato anche il nuovo direttore generale, Angelo Maramai, reduce dai grandi risultati ottenuti lavorando a lungo per la Fondazione Telethon. Ora per il Fai la sfida è di trasformarsi a tutti gli effetti in un’impresa sociale in grado di sfruttare al meglio il consenso e l’attenzione suscitati negli ultimi anni non soltanto nell’opinione pubblica, ma anche e soprattutto tra le aziende. Sono loro, croce e delizia di ogni associazione non profit, il terreno di conquista per Mara Garbellini, che in questo processo di modernizzazione ha il ruolo della traghettatrice che dovrà  smarcare il Fai da un’immagine ancora troppo d’élite. Un obiettivo vitale in un periodo in cui le istituzioni pubbliche investono sempre meno per i beni culturali e paesaggistici del nostro Paese.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 417 – maggio 2011