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20 maggio 2011 | 11:33

APPLE: IN ARRIVO ONDATA ATTACCHI ‘MALWARE’ CONTRO MAC

APPLE: IN ARRIVO ONDATA ATTACCHI ‘MALWARE’ CONTRO MAC
CRESCONO RICHIESTE ASSISTENZA IN USA, MA CUPERTINO NON CONFERMA
ROMA
(ANSA) – ROMA, 19 MAG – ‘Mac Defender’ o ‘Mac Security’, con questi due nomi si presenta quella che potrebbe essere una delle prime vere insidie informatiche per il mondo dei Mac, che finora é rimasto relativamente indenne da virus e ‘malware’. Secondo quanto si legge sul sito specializzato del gruppo editoriale informatico Usa ZDNet, dal 30 aprile scorso le richieste di assistenza contro questo attacco ‘malware’, ad AppleCare, la struttura di supporto degli utenti della Apple, sono cresciute sostanzialmente negli Stati Uniti, passando da poche decine a diverse centinaia al giorno. Dal quartier generale della Mela a Cupertino fino ad ora non é arrivata nessuna conferma. Anzi, secondo un memo interno, pubblicato ieri sera dal blog di ZdNet, la raccomandazione è piuttosto quella di “Non confermare o negare che esista un attacco malware contro il Mac” e di non dare consigli su quali software anti-virus installare o su come rimuovere il ‘malware’ stesso. Un’operazione quest’ultima, comunque piuttosto semplice secondo gli esperti e sulla quale si possono trovare ampie indicazioni sui vari forum online dedicati ai Mac. In effetti il ‘malware’, spiegano gli esperti, non sfrutta falle del sistema operativo Apple, come avviene invece per altri ‘software malevoli’, ma piuttosto la mancanza di dimestichezza degli utenti della mela con queste problematiche. ‘Mac Defender’ o ‘Mac Security’ propongono l’acquisto di un antivirus dopo che sul browser del malcapitato utente sono comparse immagini porno. Il memo interno della Apple spiega che la comparsa del messaggio di per se non comporta problemi, basta chiudere il browser, ma se si accetta di installare l’antivirus, fornendo l’obbligatoria (sul Mac) username e password, e poi si danno anche i dati della carta di credito per pagare il software (procedura comune sui pc Apple), tutti questi dati finiscono immancabilmente ai criminali informatici. (ANSA).
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